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Como, ancora proteste contro la chiusura anticipata dei locali

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Sono quelle di baristi e ristoratori che oggi hanno preso parte ad un incontro organizzato dalla Confcommercio cittadina. Molte le restrizioni previste anche dopo le serate. Costi in crescita per tutti. Proteste e rabbia. Altro coro di no alla proposta del comune di Como – ancora a questo livello, niente di ufficiale – di chiudere locali e ristoranti alla mezzanotte per evitare schiamazzi e molestie per i residenti. Ora sul piede di guerra ci sono baristi e ristoratori che nel pomeriggio hanno preso parte ad un incontro alla sede della Confcommercio cittadina. Indetto per discutere delle nuove linee guida dfa seguire e che prevedono restrizioni anche sul resto. I tavolini, ad esempio, non più di plastica. Gli ombrelloni poi non dovranno oscurare monumenti o luoghi particolarmente sigificativi della città. E poi, a fine serata, l'obbligo per tutti a ritirare sedie e tavoli. Senza questi adeguamenti, niente rinnovo della licenza.

La protesta ufficiale è anche quella del'Associazione di categoria. I vertici di Confcommercio sono intenzionati a chiedere al Comune di discutere i punti controversi prima di dare attuazione al piano anti-movida. Ma il tempo stringe e l'ora delle decisioni sembra avvicinarsi.

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