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Rimane stazionario in ospedale il ferito dell’agguato di Merone

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Nessuna variazione significativa nel quadro clinico di Luigi Di Pinto, il 40enne di Monguzzo colpito ieri mattina da quattro colpi esplosi da killer da distanza ravvicinata. Indagini sempre molto complesse.

Resta grave, ma se la caverà. I medici di Lecco non sembrano avere dubbi a riguardo anche se il
suo quadro clinico resta stazionario. Luigi Di Pinto, 40enne di Monguzzo, rimane in prognosi riservata all’ospedale di Lecco. Ancora gli inquirenti non hanno potuto sentirlo per cercare di ricostruire con lui i dettagli dell'agguaton avvenuto ieri mattina a Merone e magari mettere ulteriori tasselli al difficile quadro che gli inquirenti si trovano ad affrontare in queste ore. Ma non è detto che il ferito voglia parlare e collaborare. Magari per paura di ulteriori ripercussioni su di lui e sulla sua famiglia.

L’ambito nel quale le indagini si stanno svolgendo pare abbastanza delineato. Si cerca tra i possibili nemici dell'uomo per capire chi lo voleva eliminare. Perchè l'ordine pare abbastanza certo: chi ha ingaggiato i killer di Merone lo voleva morto. E loro, con i dieci colpi sparati all'impazzata, erano convinti di avere eliminato l'uomo tanto scomodo. Di Pinto era già noto alle forze dell'ordine.

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