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L’inaugurazione tra le polemiche: riaperto il centro islamico

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Ieri il taglio del nastro nella struttura di via Pino. Dal portavoce della comunità El Sisi, le rassicurazione per i cittadini:"Abbiamo tante cose da fare, non solo per l’associazione, ma per tutta Como". 

Riapre il centro culturale islamico di via Pino e ritornano le proteste. In particolare i residente sono preoccupati che questo spazio (composto da biblioteca, sala per gli incontri e sala direzione)  torni ad essere una moschea, come spiegato anche dal presidente della circoscrizione di Camerata, Mirko Pontrelli: “La gente ha paura di ritrovarsi ancora una volta una moschea, sotto il nome di centro culturale – ha spiegato alla redazione – I residenti sono preoccupati per i problemi legati all’integrazione e il buon vicinato. Loro hanno il diritto di aprire questo centro, perché la legge italiana lo permette”. All'inaugurazione di ieri presente il sindaco Bruni ed alcuni esponenti del centrosinistra comasco. Assenti i rappresentanti della Lega e del Pdl.

 

Dalla comunità islamica, invece, le rassicurazione. Quello inaugurato ieri, sarà un centro culturale. Si potrà pregare si, ma non sarà una moschea e la preghiera del venerdì si farà a Muggio. “Dobbiamo realizzare i nostri programmi per la città – ha dichiarato il portavoce della comunità islamica, Sawat El Sisi – Non siamo chiusi, ma aperti a tutti i cittadini. Abbiamo tante cose da fare, non solo per l’associazione, ma per tutta Como, con le autorità, con i politici e con gli enti religiosi. Questo significa che c’è dialogo ed è un fatto positivo”.

 

Nel frattempo su Facebook continuano a crescere gli iscritti (circa 1.400) al gruppo "No alla moschea a Como”, fondato dallo stesso Pontrelli. “Nel loro statuto però la contraddizione – conclude Pontrelli- visto che accettano solo persone di fede islamica. Discriminando così le altre religioni. Cosa che le associazioni non dovrebbero fare. I cittadini vogliono il massimo controllo per sentirsi sicuri e vivere nelle loro case tranquilli”.

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