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Scontro a Brienno: Procura non informata della visita ticinese

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Un vero e proprio caso quello scoppiato in seguito allo schianto costato la vita ad Enrico Nobili. Nessuno, a Palazzo di Giustizia di Como, sapeva dell’arrivo degli inquirenti svizzeri. Indagato il conducente.

Adesso rischia di diventare un autentico incidente diplomatico, lo schianto mortale costato la vita, ieri mattina a Brienno, ad Enrico Nobili, 53 anni, di Anzano del Parco. L'uomo è morto dopo lo scontro tra il suo scooter e un'auto della polizia cantonale ticinese. Gli agenti erano in servizio sul lago di Como, alla ricerca di ulteriori conferme su dove Marco Siciliano avrebbe buttato nel lago la moglie, Beatrice Sulmoni. La donna è stata ritrovata a Laglio lo scorso mese di marzo. Gli agenti non avevano alcuna autorizzazione dalla Procura di Como ad intervenire. Nessuno in Procura, infatti, era informato su questa incursione sul Lario, né il magistrato titolare inizialmente del fascicolo, Antonio Nalesso, né quello di turno Massimo Astori, né tantomeno il procuratore della repubblica, Alessandro Lodolini. Domani mattina il sostituto procuratore Astori, conferirà l'incarico per l'autopsia sul corpo di Enrico Nobili. L'uomo è praticamente deceduto sul colpo dopo il grave schianto. Uno schianto, sembra ormai certo, provocato da una manovra errata da parte dell'auto della polizia cantonale ticinese. Il conducente, 29enne di Melide, è indagato per omicidio colposo.

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