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Pedofilia e finisce in carcere insospettabile perito informatico

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E' di Capiago, ma è stato per anni presidente della società di basket di Senna Comasco. I carabinieri hanno scoperto decine di file compromettenti sui suoi Pc. "Vi ringrazio di avermi fermato". Lo ha contattato chattando con messenger. Ma utilizzava anche altri social network per creare contatti. In particolare con ragazzini minorenni. Si spacciava per un 37enne e spediva anche la sua foto. Lo scorso 7 aprile ha contattato un ragazzino – neppure 14 anni – e dopo pochi preamboli gli ha dato l’appuntamento per la sera stessa a San Fermo, sulla sua auto. Con tanto di descrizione di modello e colore. Ma il giovane si è confidato con la mamma ed è stata quest’ultima ad allertare i carabinieri di Como. E così la sera stessa si sono presentato loro all’apuntamento con l’insospettabile perito informatico di Capiago, Enrico Marelli, 50enne, noto anche per essere stato per anni presidente dell’Associazione basket Senna. Ai militari ha cercato di giustificarsi in qualche modo, ma la immediata perquisizione a casa ha portato al sequestro dei suoi Pc.

E le scoperte, i contatti via chat, sono saltati fuori tutti tra los concerto dei militari. Molti i ragazzini contattati per incontro a scopo sessauale, tutti comunque consenzienti. Due giorni fa per Marelli, che nel frattempo si è dimesso dalla carica di presidente dell’Associazione di Senna, sono scattate le manette. I carabinieri lo hanno prelevato con discrezione dal posto di lavoro (sequestrato anche quel Pc) e lo hanno accompagnato in carcere. “Vi ringrazio di avermi fermato…” avrebbe detto ai militari che lo stavano portando al Bassone.

Marelli è stato colpito da ordinanza di custodia cautelare richiesta dal Pm Simona De Salvo e  firmata dal Gip Bianchi. Le accuse sono tremende: tentata violenza sessuale con minorenne, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico e pornografia minorile. L’uomo è spostato ed è padre di due bambine. Personaggio molto conosciuto nel mondo del basket, i militari hanno precisato che non avrebbe mai approfittato della sua carica di presidente per molestare o adescare ragazzi del club. Con alcuni dei giovani contati via chat, però, si sarebbe intrattenuto nella palestra della società visto che lui possedeva le chiavi.

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