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In Corte d’Assise di Appello ormai è tutta una battaglia di lettere

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Altre due sono state presentate questa mattina in avvio di udienza. La difesa ne da una lettura di novità mentre il Procuratore generale le definisce irrilevanti. L'avvocato D'Ascola che chiede subito la perizia psichiatrica.

Altre due nuove lettere. Questa volta non di Olindo e Rosa, ma di due detenuti che scrivono dal carcere. Uno al Procuratore generale, l’altro all’avvocato Tropenscovino, legale di Azouz Marzouk. In aula il Procurarore ha letto la lettera scritta da questo detenuto che dice che i coniugi Romano sono le persone sbagliate e che non c’entrano nulla con la strage di Erba. Per il Magistrato Nunzia Gatto questa missiva non ha alcun valore, è superflua ed irrilevante. Non così per la difesa che ritiene questa lettera una prova nuova e quindi ha chiesto di poter sentire questo detenuto del carcere di Opera, per la cronaca condannato ad 11 anni di carcere per traffico di droga. L’altra lettera, presentata dall’avvocato Tropenscovino al Presidente della Corte, è di un compagno di cella del tunisino Chenchun che lo definisce un autentico millantatore. Chenchun è uno dei testimoni che la difesa ha chiesto di poter sentire in aula per poter rinnovare il dibattimento. Inizia a parlare anche il Porf.Nico  D'Ascola che in avvio ha subito fatto capire uale sarà il tenore del suo intervento:"Ravviso la necessità di sottoporre Olindo e Rosa ad una perizia psichiatrica". Ha fatto anche riferimento a quello che ritiene un caso analogo, vale a dire il delitto di Cogne.

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