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Figlio a casa con i nonni, anche il vescovo prega per Beatrice

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Grandissima commozione questo pomeriggio a Castel San Pietro per il funerale della ragazza ripescata seminuda nel lago di Como. Il parroco:"Questo bimbo è rimasto orfano troppo presto". C'erano tutti. Amici, parenti, i familiari. I colleghi di lavoro. Impietriti, lo sguardo nel vuoto, le lacrime trattenute a stento. Chiesa gremita oggi a Castel San Pietro per l'ultimo saluto a Beatrice Sulmoni, infermiera di 36 anni, uccisa dal marito a fine marzo e ritrovata nel lago di Como, a Laglio, una settimana fa. Dolore e silenzio. Commozione e preghiera. Alla cerimonia non c'era il figlio della coppia, sette anni, rimasto a casa con i nonni materni. La mamma è stata sepolta nel cimitero del paese con una bara di legno chiaro, ricoperta di fiori bianchi.

A pregare per il figlio rimasto e per quellop che Beatrice aveva in grambo – ormai sembra accertato – anche il vescovo di Lugano Piergiacomo Grampa che ha inviato un messaggio per la vittima ed i suoi familiari. IL parroco di Castel San Pietro, don Ambrogio Bosisio, ha rivolto al piccolo Luca – rimasto di colpo senza mamma e papà (in carcere per il delitto orribile) – parole di conforto:"Questo bambino – ha detto nella sua omelia – è rimasto orfano troppo presto. Ma deve avere coraggio. Perchè come diceva sempre la sua mamma: la vita continua".

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