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E l’autopsia conferma la “furia” del marito sul corpo di Beatrice

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La donna ritrovata nel lago di Como a Laglio colpita alla testa, dopo una discussione, da un oggetto che l'ha stordita. Forte emorragia cerebrale. Sabato pomeriggio il suo funerale a Castel San Pietro. Una furia. Violenta, pesante. Quella di Marco Siciliano, il marito di Beatrice Sulmoni, la donna di 36 anni, infermiera, ritrovata settimana scorsa nel lago di Como a Laglio, seminuda e con una profonda ferita al collo. La conferma dall'autopsia che ieri si è svolta a Locarno e che avrebbe rivelato la ferocia dell'uomo, ora in carcere, nel colpire ed uccidere la donna. L'omicidio sarebbe avvenuto dopo una accesa discussione tra i due, probabilmente nella loro casa di Obina a Castal San Pietro. Siciliano l'avrebbe stordita con un oggetto trovato in casa o con una stanghetta di ferro: colpo fortissimo e secco alla nuca che avrebbe fatto perdere conoscenza alla donna. Il taglio alla gola – altra conferma – sarebbe stato un successivo tentativo di decapitazione della testa per rendere irriconoscibile il corpo. Come già avvenuto nel delitto di Giacomo Brambilla in centro Como. Solo che il marito si sarebbe fermato prima di staccare del tutto la testa alla donna. Forse rendendosi conto della follia che stava per compiere.

L'inchiesta, dopo questo passaggio, ora riserva solo pochi dettagli. Dopo le parziali ammissini dell'uomo, adesso la polizia cantonale deve avere ulteriori riscontri su luogo del delitto, arma usata e dove è stato "parcheggiato" il cadavere prima di essere gettato nel lago. Sabato pomeriggio (ore 14,30), intanto, il funerale di Beatrice nella piccola chiesa di Castal San Pietro.

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