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Il Riesame non crede al figlio di D’Elia: piena corresponsabilità

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Emiliano, 19 anni, di Visino di Valbrona, resta in carcere. I suoi legali hanno sollecitato gli aresti domiciliari. Severi i giudici di Milano nel motivare il rifiuto: restano a suo carico gravi indizi di colpevolezza. Piena e totale corresponsabilità con il padre Carlo. Restano a suo carico gravi indizi di colpevolezza. Lo dicono i giudici del Tribunale del Riesame di Milano nel rifiutare la scarcerazione di Emiliano D'Elia, 19 anni, di Visino di Valbrona, finito in cella assieme al padre per il delitto di Antonino Correnti lo scorso mese di febbraio. I legali del ragazzo hanno sollecitato la concessione dei domiciliari, evidenziando la sua minore responsabilità nell'omicidio. Ma i giudici non hanno creduto, come del resto il Gip di Como: a carico del giovane tanti indizi, ugualmente correo del padre. Tanto più che l'arma del delitto, contrariamente a quanto detto in un primo momento, non è stata gettata nel Segrino, ma rinvenuta nel giardino della ditta di Emiliano, la Zaltron di Proserpio (del tutto estranea alla vicenda).

Padre e figlio restano al Bassone. Stessa accusa, stesso rischio di una condanna pesante. Carlo D'Elia ha anche ammesso, agli inquirenti, la premeditazione del gesto.

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