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La Finanza li scopre mentre portano i soldi in banca a Lugano

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Si tratta di dirigenti, insospettabili, di un importante gruppo nazionale. Tutti denunciati, mentre ora tremano le persone che hanno affidato a loro i risparmi non dichiarati al fisco. Passaggio in frontiera.

Veri e propri esperti di alta finanza. Ora nei guai. Dirigenti e dipendenti di un gruppo bancario italiano, del quale non è stato reso noto il nome. Sono loro i protagonisti di un’imponente operazione di riciclaggio ed evasione fiscale, scoperta dalla Guardia di Finanza di Roma che aveva come snodo principale, proprio il valico italo-svizzero di Brogeda. Da lì, infatti, passavano i soldi raccolti in tutta Italia per portarli in una filiale di una banca di Lugano dove venivano poi depositati sui conti cifrati. Un variegato dettaglio di persone che affidavano loro i guadagni non denunciati al fisco italiano.

In particolare, imprenditori, benestanti, agenzie di viaggio ed anche un sacerdote. Per quest’ultimo pronto anche il progetto di creare nelle isole Cayman una società “offshore” per far transitare gli importi dei libretti al portatore del prelato. Cifre davvero consistenti che sarebbero transitate, per la maggior parte, proprio dal valico di Brogeda. Ancora una volta crocevia importante di traffici illeciti tra l’Italia e la Svizzera e il Nord Europa. Molti poi anche i servizi extra offerti dai funzionari di banca, tra questi, il cambio in totale anonimato, di valuta estera e la messa a disposizione, sulle filiali italiane del gruppo, di cassette di sicurezza dove i clienti potevano “parcheggiare” le mazzette in contanti senza alcun rischio di segnalazioni.

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