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Cannabis e cocaina, a Como quasi 5.000 dosi in una giornata

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Il dato choc è stato diffuso oggi in un incontro in Prefettura. Analisi effettuata nelle fogne della città. La preoccupazione del rappresentante del governo Tortora. Il curioso "picco" della Street Parade…

Come un’analisi delle urine collettiva. Effettuata però, dall’Istituto farmacologico Mario Negri di Milano, con l’obiettivo di individuare e catalogare le sostanze stupefacenti assunte dai comaschi. I risultati sono sorprendenti. Il dottor Antinozzi, direttore generale del’Asl di Como, che si è trovato in eredità il progetto nel 2008, conferma l’importanza del lungo studio effettuato: “Sono rilevamenti importanti per pianificare meglio le nostre attività di prevenzione sul territorio e le iniziative del tavolo di lavoro in Prefettura. I risultati indicano che la sinergia con le forze dell’ordine ha portato buoni risultati, ma c’è ancora molto da fare”. Il metodo sviluppato dall’istituto Mario Negri non è basato su questionari rivolti alla popolazione, ma su analisi delle acque di scarico delle fogne, raccolte dal depuratore. Spiega il dottor Ettore Zuccato: “Ci siamo basati sui dati relativi alle 24h per 3 settimane del 2008 (maggio e giugno) e altre 3 nel 2009 (tra giugno e novembre). Tramite calcoli statistici e la normalizzazione dei risultati, abbiamo potuto dedurre i consumi medi di stupefacenti a Como e confrontarli con quelli di altre città”.

 

Ad esempio, emerge che si consuma soprattutto cannabis (3850 dosi al giorno nel 2008) segue poi, nelle classifica delle droghe più diffuse, la  cocaina (696 dosi sempre nel 2008); minore il consumo di eroina(532 dosi), ma comunque superiore, in rapporto alla popolazione, a quello di una grande città come Milano. Molto basso sul Lario l’utilizzo di anfetamine (77 dosi al giorno). Il consumo di stupefacenti rimane costante per tutti i giorni della settimana, ma aumenta in modo esponenziale nel week end. Curioso  il picco, pari anche al triplo della media, registrato in concomitanza della Como Street Parade del 2008.  

 

Nel 2009 i dati relativi alla cocaina sono scesi del 30, 35% e quelli dell’eroina si sono abbassati di un 15, 20 %. Il maggiore Di Gioia, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Como, mette in evidenza che le azioni di prevenzione e repressione messe in atto dalle forze dell’ordine abbiano sortito dei risultati tangibili:”Tra blocchi stradali e operazioni in corso, il lavoro è sempre molto. Il consumo di stupefacenti è un grave pericolo, sia per gli assuntori, che per gli altri. Pensiamo ad esempio a chi prende droga e si mette al volante.”.

Non da sottovalutare nemmeno l’impatto della crisi economica anche sul consumo di droga: “E’ diminuito il numero di dosi assunte e quindi acquistate – spiega il dottor Zuccato – relativamente alle sostanze più care, come cocaina ed eroina. Mentre per l’economica cannabis non ci sono state flessioni rilevanti. Anche questo è un dato da tenere in considerazione”.

 

Il prefetto di Como, Michele Tortora, punta l’attenzione su un altro fattore che emerge dallo studio e dalle segnalazioni in prefettura: “Il consumo tra i giovani, specialmente nell’ambiente scolastico è un grave problema. Si tratta di un fenomeno diffuso a livello trasversale – spiega il prefetto – E ancora più preoccupante è che i giovani, sempre più spesso, sembrano non percepire la gravità del loro comportamento. Sia a livello fisico che penale. Molto frequentemente i ragazzi, da consumatori diventano anche spacciatori, senza pensare alle conseguenze che questo può avere per loro”.

Per questo, l’azione di informazione e prevenzione svolta nelle scuole è della massima importanza.  Conclude il Prefetto: “Il problema si può affrontare solo proponendo stili di vita alternativi. Per fare questo è necessario coinvolgere le famiglie e la scuola. Deve esserci un vero e proprio cambiamento culturale”.

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