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L’albanese dell’assalto a Brogeda:”Quei soldi per la mamma…”

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Si delineano i particolari dell'operazione dei carabinieri di Campione d'Italia che hanno fermato il ragazzo. Lui spiega di aver rapinato l'ufficio per aiutare la donna malata. Un complice è stato denunciato. Gli è bastato un cappellino sul volto per rendersi quasi irriconoscibile alla telecamera a circuito chiuso dell’ufficio cambi del casinò di Campione d’Italia a Brogeda. Lo hanno svelato oggi i carabinieri della piccola enclave italiana in Ticino dopo il fermo del 22enne albanese – Adist Veliu, domiciliato a Milano anche se di fatto clandestino – finito in carcere con l’accusa di avere rapinato lo scorso agosto questo ufficio. Colpo da 250.000 euro, praticamente già tutti spesi dal ragazzo. Lui stesso, quando i militari lo hanno fermato, avrebbe spiegato di aver assaltato l’ufficio di Brogeda perché spinto dal bisogno di denaro per la madre malata. Ma di quei soldi, solo una minima parte avrebbe destinato alla donna. Il resto sperperato tra feste, divertimenti e serate.

Non è stata una indagine facile quella coordinata dal Pm Massimo Astori e sviluppata dai militari di Campione. Partita dall’esame di pochi significativi fotogrammi e proseguita con l’indagine delle celle dei telefoni celulari di tutti coloro che lo scorso agosto sono transitati da Brogeda. Ma anche una meticolosa verifica dei passaggi dal casello di Como sud in quel giorno, ferragosto del 2009.L’inchiesta non è finita, però. Un complice, un frequentatore abituale del Casinò, è stato denunciato a piede libero, mentre l’albanese è finito in cella. Ma ora si cerca ancora mandante ed eventuali altri complici.

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