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Ed adesso la nebulizzazione dell’acqua per abbattere lo smog

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L'assessore all'ambiente di Como Diego Peverelli deciso a portare avanti la sua battaglia per avere aria migliore. Troppi riscaldamenti in azione. La sperimentazione durerà per almeno tre mesi.

Lo smog a Como ha superato la soglia di allarme per ben 15 giorni in questo inizio del 2010. Il che lascia solo altri 20 giorni di margine, per tutto il resto dell’anno, per rimanere entro i limiti fissati dalla direttiva europea. Difficile che possa succedere. “I dati sono preoccupanti da noi come del resto in tutte le città del nord.” L’assessore all’ecologia di Palazzo Cernezzi, Diego Peverelli, cerca di inquadrare la situazione cittadina in un contesto più ampio. “Potremmo prendere decisioni drastiche, come fermare il traffico, ma ricordiamoci che le macchine sono responsabili solo in parte dell’inquinamento dell’aria”, fa notare Peverelli. “ Il problema vero sono i riscaldamenti domestici, che immettono la maggior parte delle sostanze inquinanti nell’aria”.

Ma per cercare di porre rimedio a questa situazione grave, il comune sta vagliando nuove soluzioni: “Diciamo che stiamo facendo dei tentativi, che potrebbero essere inutili, quanto rivelarsi rivoluzionari” ammette l’assessore al verde: “Metteremo sul tetto del comune un nuovo impianto, gratuito, in prova per tre mesi, con l’obiettivo di abbattere le polveri sottili, tramite un sistema di nebulizzazione dell’acqua” spiega Peverelli ai microfoni della redazione di CiaoComo: “Questo impianto ha un raggio di azione di 1 km, quindi potrebbe coprire, ad esempio, la zona da via Milano Alta allo stadio”. Una scommessa anche secondo le ammissioni dell’assessore: “Saremo noi i primi a sperimentare questa tecnologia".

Purtroppo al momento, non sembrano esserci soluzioni al problema dello smog già testate”. Il passato in effetti annovera altri tentativi, da parte di Palazzo Cernezzi, non andati a buon fine “Abbiamo provato anche la strada della ‘colla cattura smog’ ma i risultati non sono stati soddisfacenti, quindi abbiamo desistito, perché non ne valeva la pena”.  E questa nuova invenzione potrebbe essere quella giusta? “Non sono sicuro del risultato perché non posso esserlo. E oltre al risultato dell’abbattimento delle polveri”, conclude Peverelli “dobbiamo assicurarci che l’umidità prodotta dall’impianto non crei problemi maggiori, magari sulla pavimentazione stradale. E’ una cosa tutta da vedere e da sperimentare".

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