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Furia Di Bari alla vigilia del derby senza tifosi:”Io rimango fuori”

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Il presidente del Como se la prende con chi non ha concesso il nulla osta per la presenza, domani, di supporters di Varese. "Ho speso 50.000 euro per la sicurezza e mi sento dire questo…".

Una furia senza freni. Ad ormai un giorno dal debutto in casa del suo Como, vittorioso a Monza, il presidente Di Bari perde le staffe e se la prende con Prefetto, Questura e Ministero per non aver dato l’aurorizzazione a far venire domani, a Como, i tifosi del Varese. “Ho speso 50.000 euro per la sicurezza dello stadio per sentirmi dire questo. E chi mi risarcisce ora del danno ? Il derby poteva essere una partita da 6.000 spettatori. Invece sarà una tristezza…”. E così il numero uno ha già preannunciato un gesto forte, una protesta senza precedenti. Domenica, al pari di molti tifosi azzurri, resterà fuori dallo stadio e non guarderà il primo tempo. “Lo farò anche per solidarietà dei tifosi del Como e quelli del Varese – ha aggiunto Di Bari. – A cosa servono i lavori che stiamo facendo se poi gli avversari devono restare a casa ?". Il presidente ha poi aggiunto che l’invito ai supporters lariani è di entrare per il secondo tempo e stare vicini alla squadra in una partita tanto importante.

Assente il questore Mazza, è il suo vice, Attilio Ingrassa, a replicare al presidente lariano:”Voglio ricordare che esistono delle norme e che nessuno può ritenersi al di sopra delle parti. Le misure di sicurezza servono eccome. E non credo – conclude – che l’alternativa di giocare tutto l’anno a porte chiuse sarebbe stata accolta con favore della società”.

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