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Dalmonte vuol dire felicità:”Wood super, ma anche la squadra…”

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Questo il commento del coach canturino dopo la vittoria casalinga conseguita ieri contro Capo d’Orlando a Cucciago. “Abbiamo ottenuto quello che volevamo, come lo volevamo". Gran parte del merito è del play.

Esulta la Tisettanta Cantù che conquista l’ottavo posto in classifica dopo la vittoria ottenuta ieri al Pianella contro Capo d’Orlando per 105 a 89. Soddisfatto il coach biancoblù Luca Dalmonte che ha così commentato la partita: “Soprattutto all’inizio direi che i giocatori sono stati bravissimi a mettere in campo quello che avevamo pensato e preparato insieme. Durante la partita abbiamo portato avanti questo tipo di atteggiamento. A volte siamo caduti in qualche forzatura di troppo, è anche vero, però, che la Pierrel ha la capacità di punire immediatamente ogni errore. Globalmente abbiamo comunque ottenuto quello che volevamo e come lo volevamo.”

Si può affermare che Cantù ha mantenuto sempre un buon controllo del ritmo di gioco?

“Sì, il controllo del ritmo è stato un passaggio sicuramente importante, nei momenti in cui è venuto meno Capo d’Orlando ha recuperato, ma mai tanto da poterci preoccupare. I giocatori sono stati bravi, lo sottolineo ancora, nel mettere in pratica ciò su cui avevamo lavorato in settimana.”

In campo si è vista anche un’ottima difesa sugli esterni che sono stati quasi del tutto inoffensivi…

“Il riferimento credo sia soprattutto a Diener. Un giocatore sul quale ci eravamo focalizzati con particolare attenzione, perché sappiamo quanto incida sulle vittorie della Pierrel. Siamo riusciti sicuramente a limitarlo a livello statistico-numerico e con lui siamo così riusciti a limitare anche tutta la squadra.”

Parliamo di Wood e delle sue incredibili statistiche personali: ha qualche difetto questo giocatore?

“Sicuramente ha dei difetti, probabilmente sono meno delle sue qualità, ma è pur sempre un essere umano. Al di là della sua prestazione perfetta, sia dal punto di vista dei numeri che da quello dell’interpretazione, rimane il fatto che al suo fianco c’è sempre stata una squadra che l’ha sorretto e aiutato. Non si può pensare che un solo giocatore possa decidere una partita. Certo è che esistono elementi che incidono molto di più rispetto ad altri, ma è il lavoro di gruppo che determina la gara.”

E questo sembra averlo capito anche lui, visto che pensa sempre prima alla squadra.

“Certamente. Questo gli fa sicuramente onore. È una dote che piace talmente tanto ai suoi compagni che crea leadership e apprezzamento nei suoi confronti. È una persona super, un giocatore che ancora oggi ha dei margini di miglioramento perché, ricordiamolo, ha solo 23 anni. Ha certamente le credenziali per fare benissimo. È un atleta che si guadagna la fiducia della squadra quotidianamente, dando prova di grande impegno, umiltà e altruismo, malgrado tante volte i suoi risultati personali lo mettano così in evidenza come è capitato ieri.”

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