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Pozzecco e non solo, ma Cantù vuole fermare Capo d’Orlando

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Partita difficilissima per la Tisettanta questo pomeriggio a Cucciago, ore 18,15. La sorpresa del campionato sulla strada degli uomini di Dalmonte:"Dobbiamo essere attenti e non concedere loro il controllo del ritmo di gara".

Conto alla rovescia per la Tisettanta Cantù che si appresta ad ospitare la Pierrel Capo d’Orlando questo pomeriggio alle 18.15 sul parquet del Pianella di Cucciago. E se la storia recente fra le due formazioni strizza l’occhio ai canturini che hanno incassato quattro vittorie in cinque confronti diretti, coach Dalmonte invita i suoi a prestare la massima attenzione. “Mi aspetto una partita di difficile lettura tattica perché Capo d’Orlando è una squadra molto diversa dagli stereotipi. Una compagine che aggredisce parecchio a livello offensivo e capace di un’immediata reazione nella transizione dalla difesa all’attacco. Dovremo essere bravi a lavorare dal punto di vista del controllo del ritmo, per non cadere risucchiati nel loro gioco che è una sorta di ‘corri e tira’ dove si esaltano le qualità dei tre perimetrali Pozzecco, Diener e Slay.”.

Una squadra che si è rivelata essere una sorpresa di questo campionato…

“È una compagine figlia di una politica societaria molto accorta, che la scorsa estate ha sostenuto sforzi economici non indifferenti. Hanno costruito una squadra molto omogenea. Alla base vi è una filosofia di pallacanestro che si sposa benissimo con le qualità dei giocatori.”.

Una filosofia, come s’è detto molto offensiva, basata su un attacco molto perimetrale che prevede ben quattro giocatori esterni.

“Esatto. Il loro secondo lungo è costantemente fronte a canestro ed è, per giunta, un atleta di grandissima pericolosità nel tiro da tre punti. Ne consegue che tutti i giocatori possono sfruttare al meglio gli spazi ed esaltare le qualità negli ‘uno contro uno’ degli esterni come Pozzecco.”.

Come ha intenzione di fronteggiare quest’attacco?

“Innanzitutto bisogna fare gioco di squadra. È inutile parlare di un giocatore piuttosto che di un altro. Dobbiamo avere il controllo del ritmo, rientrare in difesa velocemente per non concedere a Capo d’Orlando di essere in sovrannumero.”.

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