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Un Dalmonte davvero soddisfatto: “Hanno dato tutti il massimo”

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"Abbiamo vinto perchè siamo riusciti a dettare il ritmo della partita", così il coach dopo la bella vittoria di ieri al Pianella contro l'Angelico Biella. Nemmeno la difesa a zona ferma questa Tisettanta. Festeggia la Tisettanta Cantù dopo l’eccellente prestazione casalinga di ieri contro l’Angelico Biella. Un’ottima difesa corredata da un attacco pungente hanno permesso ai canturini di portare a casa i due punti. 78 a 69 il risultato finale. Gioia e soddisfazione trapelano anche dalle parole del coach Luca Dalmonte. “Un commento sicuramente positivo perchè la squadra ha affrontato l'incontro con la mentalità giusta. Erano tutti sintonizzati sulla stessa frequenza. Ognuno di loro, pur avendo commesso qualche errore, ha dato il 100%. Questo per me è già un obiettivo raggiunto. Con queste premesse, il risultato non poteva che essere positivo.”
Quali soluzioni ha adottato in difesa per fermare il terzetto offensivo biellese, Bell, Elder e Pinkney? “Siamo riusciti a bloccare l’attacco degli avversari, dettando il ritmo della partita. Abbiamo colpito questi tre terminali offensivi nel loro maggior punto di forza, che sta nel saper sfruttare i primissimi secondi dell’azione, quando i difensori non sono ancora pronti. Con una difesa schierata, invece, abbiamo impedito loro di giocare l’uno contro uno nei primi 6-8 secondi dell’azione d’attacco. Conseguendo così ottimi risultati.”
Anche Biella, come Rieti, è ricorsa alla difesa a zona per placare un immarcabile Wood. Ieri, però, nemmeno questa soluzione è sembrata funzionare. “Innanzitutto la difesa a zona di Rieti ci ha messo molto più in difficoltà perché qualitativamente migliore, visto che è un’arma tattica che coach Lardo usa spesso, a differenza di Bechi (allenatore biellese ndr). Anche con Biella abbiamo avuto qualche problema perché in più occasioni abbiamo trattenuto la palla per troppi secondi senza farla girare. Un meccanismo che ci ha condizionati anche contro la difesa a uomo. Si tratta di un aspetto che certamente dovremo riconsiderare. Tenere la palla in mano senza attaccare significa permettere alla difesa di assestarsi e di aggiustare le posizioni sul campo. Indipendentemente da questo, può succedere che il cambio di difesa ostacoli la fluidità offensiva. Ieri abbiamo sofferto meno però, anche perché eravamo un po’ più pronti dopo l’esperienza negativa con Rieti.”

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