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Influenza debellata, Tisettanta all’assalto di Biella:”Chiedo il 100%”

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Così coach Dalmonte alla vigilia della sfida casalinga di oggi contro i temibilissimi piemontesi. "Noi siamo giovani, loro giocano bene ed hanno grande autostima". Tutti a disposizione dopo la febbre della settimana. Il 2008 per la Tisettanta Cantù non è certo iniziato sotto i migliori auspici. Nonostante la vittoria ottenuta domenica con Rieti, i brianzoli non possono guardare con serenità al match importante di oggi contro Angelico Biella (si gioca al Pianella di Cucciago alle 18.30, con un quarto d’ora di ritardo per via dello sciopero degli arbitri). La prima avversaria con la quale fare i conti è, infatti, l’influenza che sta creando non pochi problemi ai biancoblu. È un Dalmonte particolarmente preoccupato quello che ripercorre, con la nostra redazione, le luci e le ombre degli ultimi mesi del campionato canturino. “Non amo fare bilanci, credo che non stia a me dare giudizi. Ritengo, però, che a fronte delle premesse estive, ci troviamo in una situazione sufficientemente tranquilla. Certo, non possiamo permetterci di abbassare la guardia, siamo consapevoli delle notevoli difficoltà che sussitono ancora, partita dopo partita. Dopo un inizio esaltante, abbiamo vissuto un mese davvero buio a novembre, quando abbiamo incassato cinque sconfitte consecutive. Poi abbiamo alternato partite positive e negative. Con fiducia e umiltà ci prepariamo ad affrontare il girone di ritorno con la voglia di consolidare ciò che abbiamo costruito nella prima parte del campionato. Il nostro scudetto, il grande risultato di Cantù, è la salvezza.”
Se dovesse fare un rimprovero ai suoi giocatori, quale sarebbe?
E' un rimprovero a tutti noi, inteso come squadra: non aver trasformato in vittorie due incontri in particolare. Mi riferisco al match casalingo contro Teramo (87-88 ndr) e alla trasferta contro Udine (88-86 ndr). Credo anche che ogni squadra abbia partite su cui recriminare. Non potendole, ovviamente, rigiocare, la cosa più importante è fare tesoro di queste esperienze affinchè non capitino una seconda volta.

Ed oggi al Pianella arriva Biella. Cosa teme di più?Temo la fiducia che hanno in se stessi e la loro autostima costruita attraverso gli ottimi risultati ottenuti. Giocano bene e ne sono consapevoli.
Un'autostima che, a volte, Cantù sembra perdere in campo….
Il problema, secondo me, è che tutti quanti, io per primo, troppo spesso ci dimentichiamo quali siano le nostre premesse. Siamo una squadra giovane giovane. Lo dico due volte perché siamo giovani d’età, ma anche giovani come gruppo. Questa situazione ci porta spesso ad avere un rendimento a onde anche all’interno della stessa partita. Cantù, inoltre, è una squadra ancora alla ricerca del proprio equilibrio, dopo le due sostituzioni effettuate nel corso del girone di andata (Toure al posto di Abukar e Fitch per Mc Grath ndr). La differenza con Biella è palese. Tra le loro fila ci sono almeno quattro giocatori, oltre all’allenatore, che hanno alle spalle anni di esperienza insieme.

La squadra è alle prese con l’influenza, come stanno i convalescenti ?Non stanno bene per niente. Abbiamo avuto una settimana di grandi difficoltà: non solo l’influenza sta danneggiando notevolmente le energie dei giocatori malati, ma dall’inizio dell’anno non siamo ancora riusciti ad allenarci in modo adeguato. Ho recuperato in extremnis tutti, ma non so come si presenteranno. Non mi riferisco tanto alle presenze, quanto alle condizioni degli atleti in campo. Tuttavia la malattia non può costituire un alibi. È il nostro mestiere: al momento della palla a due dovremo dimenticarci dei problemi e dare il 100%.

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