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“Altro risultato ottimo, ma adesso pensiamo già al prossimo anno”

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E' soddisfatto l'assessore alla cultura di Como Sergio Gaddi dopo la chiusura della mostra sugli Impressionisti a Villa Olmo. Per il futuro non si sbilancia sui nomi, in primavera la quinta grande rassegna.

Esulta per gli 80mila biglietti staccati. E non nasconde la soddisfazione per il successo ottenuto dalla quarta grande mostra di Como. Chiusi i battenti, con la grande festa di domenica, l’assessore alla cultura del comune di Como, Sergio Gaddi, guarda già al futuro e ai prossimi impegni. “Stiamo già lavorando – spiega – per l’evento dell’anno prossimo, è evidente che non possiamo fermarci”. Gaddi sottolinea l’importanza dei numeri ottenuti per l’edizione 2007. “80mila visitatori è un dato che supera la media nazionale di città anche importanti. 20-25mila tagliandi venduti sono un buon esito, 50mila un risultato che garantisce il successo, 80mila direi che è davvero ottimo. Ricordiamoci che una collettiva è molto più complicata di una personale per il pubblico”.

Novità per il 2008? “Posso farvi i soliti nomi Dalì, Munch, Matisse o parlarvi dei rapporti che stiamo coltivando col Guggenheim ma sapete che sono solo paraventi e il nome sarà pubblico nei prossimi mesi”. Confermata la quinda grande mostra a partire da marzo del prossimo anno. “E’ il periodo su cui lavoriamo da sempre”.

Il portafoglio dell’assessorato alla cultura riceve dall’amministrazione circa 200mila euro l’anno. Ritiene che sia una cifra da rivedere? “Beh sono briciole rispetto ad altre città, certamente vorrei chiedere di più. Se pensate che le mostre al castello sforzesco di Milano, da sole, costano 700mila euro”.

Dunque, chiederà più soldi. Quando? “Presto”. Per l’estate il cartellone degli eventi estivi, la stagione Esco, offre un centinaio di spettacoli in piazza, legittimo aspettarsi anche qualche altra sorpresa? “Direi che cento eventi sono già molti”.

Sta lavorando anche su fronti che non siano le grandi mostre? “Certo che si. Bisogna potenziare la musica con nuovi eventi, l’arte contemporanea e voglio che la pinacoteca torni a essere un luogo espositivo centrale per la città”.

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