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“Attaccati da un gruppo di teppistelli di provincia, adesso basta”

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Durissimo il presidente Angiuoni dopo le intemperanze dei tifosi alla fine della partita di ieri. "Se dipendiamo da venti furfantelli che fanno bello e cattivo tempo – dice – vuol dire che nessuno può far calcio a Como". Ma non lascia, per ora. Non le manda a dire. E' furibondo. Il presidente del CalcioComo Enzo Angiuoni, dopo le intemperanze dei tifosi a margine della partita contro la Solbiatese (vedi precedente lancio) oggi si rivolge a chi ieri ha si è presentato fuori dagli spogliatoi della squadra.

Nelle ultime ore indiscrezioni volevano un abbandono da parte della società e da parte del presidente, conferma? Direi che rispetto a ieri mattina le cose sono molto cambiate. Noi ieri siamo stati attaccati da un gruppo di teppistelli di provincia che devono smettere di rompere l'anima alla società e ai giocatori. Sono sette domeniche che ci martellano, addirittura la scorsa settimana al Sinigaglia hanno riempito i posti d'onore di letame. E' ora di finirla, se Como dipende da questi venti furfantelli che vanno a fare il bello e il cattivo tempo, vuol dire che nessuno può far calcio a Como. Noi vogliamo riportare la squadra in C2 e ci possiamo ancora riuscire, anche se i progetti erano diversi, siamo ancora a 5 punti dalla seconda in classifica, nonostante in 6 partite abbiamo fatto solo 2 punti. Se ci lasciano in pace sarà meglio, se invece continuano a fare quello che fanno, io porterò a termine il campionato, cercherò comunque di far arrivare la squadra in C2 poi vedremo che fare, ma sicuramente non ci resto un altro anno. Perchè la violenza a me non è mai piaciuta.

Quindi per ora resta alla guida del Como? Certo, io porto a termine gli impegni presi, però resta il fatto che io non accetto violenza da nessuno. Questi arrivano in campo già ubriachi, bevono ancor prima di entrare in campo e poi bevono birra continuamente, io sono molto dispiaciuto perchè sono ragazzi che vanno dai 20, 22, 23 massimo 27 anni, io ne ho 67 e sembro un ragazzino in confronto a loro. Questi giovani buttano via la loro vita a bere e a fare quello che fanno, andrà sempre bene? io non lo so, però io mi domando che scopo hanno queste persone a contestare i nostri ragazzi? sono sette domeniche che ci contestano e  non portiamo a casa più un risultato utile. Nonostante questo siamo a cinque punti dalla seconda in classifica. E meno male che siamo una squadra di "brocchi" come ci dicono. Loro ci devono lasciare in pace, faccio un appello, l'ultimo…loro ci devono lasciare giocare in pace, non devono mettere sotto pressione i giovani; ieri avevamo in campo sette giovani (viste la squalifiche e gli infortuni) che hanno fatto una partita incredibile, dovevano baciarli i giocatori, altro che insultarli con la solita sceneggiata… appena siamo passati in svantaggio hanno tirato via le reti metalliche, fortuna che non hanno invaso il campo altrimenti ci toccava pure la multa…ne abbiamo già pagate molte. A questo punto mi viene da dire, perchè fare così? A chi giova tutto questo?

Chiede l'aiuto delle forze dell'ordine?
 Ma io non chiedo aiuto a nessuno, queste persone devono capire che se vogliono bene al Calcio Como, la devono smettere. Io non mi rendo complice di questi signori e non spendo soldi per una società, per degli stipendi, per poi far rovinare tutto con atti vandalici e prepotenti di questo tipo. Atti arroganti ingiustificabili e la cosa che più mi dispiace, al di là di essere il presidente di una squadra di calcio che non riesce a fare il proprio lavoro con i suoi giocatori, è che questi ragazzi sono molto giovani e si ubriacano tutte le domeniche, danneggiano la propria salute e poi arrivano in campo e combinano quello che sappiamo. Neanche mettono piede in campo i giocatori che già iniziano con cori del tipo: "Tirate fuori i cog…". I nostri ragazzi stanno giocando e stanno lavorando, ieri, ripeto c'erano in campo sette giovani che hanno fatto una partita incredibile, avrebbero dovuto applaudire, portarli in trionfo e non insultare. Questi sono prevenuti, sono sette domeniche che rompono letteralmente le scatole, sono sette domenche che contestano tutti i giocatori. Non esiste giocare con questo sistema, di questo passo non si troverà più nessuno che vorrà fare calcio a Como, quindi io faccio un altro appello ancora: "Basta!". Vogliono distruggere il Calcio Como? Vogliono patire la terza categoria? Lo facciano. Così poi la domenica, per passare il tempo, andranno a raccogliere le primule, vista anche la bella stagione. E' assolutamente incredibile questo atteggiamento.

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