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“Adesso siete al purgatorio. Decidete voi dove volete andare…”

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Si è presentato così alla squadra oggi nuovo allenatore del Como, Ernesto Ramella. Subito diretto con i giocatori, ha cercato di spronarli. Domenica il suo esordio con la Tritium:"Poche novità, ma i ragazzi hanno già capito come sono fatto".

“Siete al purgatorio, sopra c'è il paradiso, sotto l'inferno, dipende solo da voi dove volete andare”. Metafora chiara, non c’è che dire, quella con cui ha esordito quest’oggi il nuovo tecnico del Como, Ernestino Ramella, durante l’incontro con la squadra (vedi precedenti lanci). Netto cambio rispetto ai suoi predecessori, che pure non hanno mai peccato in disponibilità con i giornalisti. Anzi. Ma Ramella ha un altro stile, chiacchiera e ha voglia di parlare. Si sente che gli piace e si diverte pure.

 Con che spirito ha accettato l'incarico? Lo spirito con il quale ho accettato tutti gli altri incarichi. Quando uno fa l'allenatore sa che può stare anche un anno senza allenare e poi può avere al possibilità di allenare una grande squadra, una piccola squadra, una squadra mediocre ed io penso di aver trovato in questo momento una buonissima squadra, ovviamente con dei problemi non a livello tattico o fisico, ma a livello mentale. Quando si parte con degli obiettivi e poi non si riesce a raggiungerli, è normale – lo dico da ex calciatore e da allenatore – che sia i giocatori che i dirigenti siano un po' abbattuti.

uoni giocatori, ma forse l'incapacità della squadra – almeno fino ad oggi – di rendere organiche le singole qualità sull'assetto complessivo degli 11, è d'accordo?
Penso che nel calcio le qualità di ognuno debbano sempre andare ad aiutare il compagno, cosa che, da quello che ho sentito in generale, non si è verificata moltissimo fino ad ora. Se io ho una capacità mia cerco di metterla a servizio del mio compagno. Uno aiuta l'altro e gli 11 vanno in campo creando una squadra perfetta per cercare, in linea di massima, di essere superiori all'avversario. Poi si sa che si può perdere e si può vincere. Il mio è più un discorso complessivo che di singolo.

10 partite, 9 punti dalla vetta, ormai l'obiettivo dichiarato sono i play off. Oggi ha incontrato la squadra, cosa vi siete detti? La prima cosa che ho detto è stata: «Siete al purgatorio, sopra c'è il paradiso, sotto l'inferno, dipende solo da voi dove volete andare» 

Da oggi in poi come lavorerà? Cambierà qualcosa? Sicuramente, se dobbiamo giocare per far più punti possibili, qualcosa rischieremo, punteremo più al livello offensivo senza però tralasciare quello difensivo, che è la cosa principale.

Il peggior difetto di questo Como adesso e la miglior qualità? Il peggior difetto è sicuramente quello di essere in una fase di stasi mentale, nella quale i giocatori si trovano, dopo tanti rimproveri. Forse la scossa giusta potrebbe essere, non tanto quella di una vittoria che già c'è stata a cui poi è seguita anche la sconfitta, ma vivere la giornata in tranquillità e liberandosi, tutti insieme, dalle pressioni esterne.

Ieri la rabbia ha concretizzato una decisione che sembrava soltanto uno spauracchio e la dirigenza ha deciso di congelare gli stipendi e bloccare i buoni pasto…Conoscendo la dirigenza, non penso che ci saranno problemi a tornare a com'era prima.

Anche perchè senza buoni pasto svengono in campo… Mi sembra una decisione dettata dalla rabbia. Assicuro di non aver mai avuto problemi a fare tornare la dirigenza sui suoi passi. 

Primo impegno tra pochissimi giorni con la Tritium. Come dicevo prima, due mesi per far assimilare qualcosa alla squadra son pochi. Lavoreremo su quei 4 o 5 movimenti giusti – anche perchè abbiamo la partita di recupero mercoledì, quindi non c'è materialmente il tempo per fare altre cose – e molte molte palle da fermo e rimesse laterali, le cose principali del gioco del calcio. Penso che i ragazzi abbiano capito come sono fatto in un'ora: fuori dal campo sono una persona quadrata ma loro amica, in campo, sono un nemico: chi sgarra verrà sostituito, di giocatori ce ne son tanti.

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