CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Passo in avanti di Como per l’arte, ora arrivano gli impressionisti

Più informazioni su

Soddisfatto l'assessore alla cultura Sergio Gaddi, oggi ospite di CiaoComo Radio:"Dopo tre mostre monografiche, un salto nel mondo delle collezioni. Impegno gravoso, ma anche stimolante".

“E’ la quarta grande mostra. Un elemento da non sottovalutare qualcuno pensava scherzassimo, ma noi andiamo avanti. Il percorso è avviato e mi auguro irreversibile per la cultura a Como”. Non può che gongolare l’assessore alla cultura del comune di Como, Sergio Gaddi, ospite stamane della trasmissione Stalker su CiaoComo Radio condotta da Davide Cantoni. Meno di due mesi e il quarto grande evento di villa Olmo sarà inaugurato. “Gli impressionisti, i simbolisti e le avanguardie”. 124 Capolavori dal Museo Nazionale di Belgrado saranno ospitati nella prestigiosa dimora lariana per una grande esposizione dal 24 marzo al 15 luglio. “Dopo tre monografiche facciamo un  passo avanti – spiega Gaddi – è certo più semplice fare mostre monografiche con un nome secco. Quando si entra nell’ambito delle collezioni è più complicato. Ma in questo caso abbiamo un ambito di oltre 100 anni d’arte che porta lo spettatore fino alla nascita dell’arte moderna. Affascinante direi”A Villa Olmo dunque presto arriveranno 77 oli su tela e 47 disegni di Renoir, Degas, Pisarro, Gauguin, Monet, Sisley, Cézanne, Toulouse-Lautrec, Mondrian, Kandinsky, testimonieranno la nascita e lo sviluppo dell’arte moderna.

“L’elemento difficile è gestire 124 opere. Per questo il concetto espositivo è di quadro nel quadro. Villa Olmo come una grande tela che ospita altri quadri. Non sarà un allestimento a parete ma le opere saranno collocate al centro delle sale.”, spiega ancora l’assessore.Prudenza sull’affluenza di pubblico prevista. “Certo che non si può avere un’aspettative sempre crescente – evidenzia Gaddi. L’importante è fare una buona mostra. Un’esposizione che supera 50mila visitatori è già un successo. Ma ricordo che partimmo da zero, quattro anni fa, con i 74mila di Mirò. Poi 77mila con Picasso e 120mila con Magritte. Quante altre città hanno avuto questa crescita?”
E per quanto riguarda il bilancio, che lo scorso anno causò più di un mal di pancia in sede di consiglio comunale, l’assessore si dice sereno. “I costi sono facilissimi – spiega -. Per il comune è straordinariamente conveniente. Rispetto al totale del budget il comune mette 100mila , un’inezia. Brescia spende 10 milioni di euro l’anno. Ricordiamoci che Magritte ha portato i bilancio in pari. Senza considerare l’indotto e la visibilità per la città”

Più informazioni su