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Il Jazz Festival compie dieci anni e si sdoppia fra Chiasso e Como

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Presentata oggi la grande manifestazione che prenderà il via sabato. Una quattro giorni di altissimo livello con i più grandi musicisti del genere. Tra tutti il genio di Daniele Sepe. Il calendario completo da copiare e stampare. Dieci anni di vigore e suono. Dieci anni che hanno trasformato la rassegna in un piccolo gioiello fra itanti festival Jazz europei. La decima edizione del Festival Jazz di Chiasso si svolgerà in quattro serate, tra Como e la città elveticail 3 l'8, il 9, e il 10 febbraio.
Si parte a Como, con un evento inaugurale al Loomcafé, poi a Chiasso allo Spazio Officina, con un importante prologo al Cinema Teatro.

La decima edizione del Festival jazz prende il via da Como, dove è di scena, per un prologo d’eccezione, l’Open Quartet di Giovanni Falzone. Il trombettista e compositore siciliano è una felice rivelazione del jazz italiano, la sua vena creativa si rivela ogni volta di grande interesse, esprimendo una straordinaria maturità tecnica ed espressiva ed una cristallina personalità. Si avvia allo studio della tromba all'età di diciassette anni; si diploma poi al Conservatorio V. Bellini di Palermo e al Conservatorio G. Verdi di Milano. Negli ultimi dieci anni, alternando l'attività solistica a quella compositiva, ha suonato con direttori e solisti di fama internazionale e nei più prestigiosi festival. Meeting in Paris (Soul Note 2006) è la sua quinta e ultima produzione discografica. Ha ottenuto importanti riconoscimenti, come: il premio Miglior Talento Umbria Jazz 2000; il premio Top Jazz 2004, e il premio Django d’or 2004

.www.loomcafe.comwww.giovannifalzone.it  Giovedì 8 febbraioChiasso – Cinema Teatro ore 20.30 Uri Caine, piano e composizioneFranco Ambrosetti, tromba e flicornoOrchestra della Svizzera Italiana Olivier Cuendet direzione Musiche di Milhaud, Caine e Ellington Imprevedibile, giocoso, curioso, onnivoro, citazionista: il pianismo di Uri Caine è la quintessenza del jazz di oggi. Nella sua carriera Caine passa con disinvoltura dalle atmosfere elettriche del progetto Bedrock o dei quintetti di Dave Douglas alle originali riletture di Mozart, Bach o Verdi, dal Brasile al jazz dell'inizio del secolo appena trascorso. Dopo la trionfale direzione artistica della scorsa Biennale Musica, Caine torna a Venezia e lo fa nel modo più intimo e personale, con il progetto Solitaire, dialogando con gli ottantotto tasti del pianoforte per farne sgorgare una musica senza confini.Uri Caine è nato a Philadelphia nel 1956, dove comincia a studiare piano con Bernard Peiffer e I suoi ascolti cominciano a spaziare da Glenn Gould fino a Oscar Peterson, Herbie Hancock e Cecil Taylor. Quando si iscrive all'università, Caine è già coinvolto nella scena jazzistica della sua città, suonando con i grandi maestri che visitano Philadelphia, da Freddie Hubbard a Joe Henderson, Phil Woods e Lester Bowie; nel frattempo studia composizione con George Rochberg e George Crumb. Trasferitosi a New York, Caine entra a fare parte della incredibile scena jazzistica della città, registrando i primi due dischi come solista e incominciando nella seconda metà degli anni Novanta, per l'etichetta Winter & Winter, un percorso di "rilettura" di autori classici, da Mahler a Bach, da Wagner a Schumann che lo porteranno all'attenzione del pubblico e della critica internazionale.L'eclettico Caine dirige in questi anni anche la registrazione di Sidewalks of New York, una sorta di audiofilm dedicato a Tin Pan Alley e agli albori della grande canzone americana e non dimentica il proprio ruolo collaboratore preziosissimo per artisti quali Dave Douglas, Arto Lindsay, Sam Rivers, Rashied Alì, Bobby Watson, The Master Musicians of Jajouka e soprattutto Don Byron con il quale condivide l'approfondito studio per i repertori classici della musica ebraica. Nel 2003, Uri Caine è direttore di una trionfale edizione del settore musica della Biennale di Venezia dove debutta la sua The Othello Sindrome e si esibiscono decine di straordinari musicisti newyorkesi. Eccezionale evento, l’Orchestra della Svizzera Italiana inaugura la decima edizione del Festival di cultura e musica jazz 2007, con la presenza del pianista, compositore e arrangiatore statunitense Uri Caine, universalmente considerato la quintessenza del jazz contemporaneo. Imprevedibile, giocoso, curioso, onnivoro, citazionista: nella sua carriera Caine è passato con disinvoltura dalle atmosfere elettriche del progetto Bedrock e dei quintetti di Dave Douglas, alle originali riletture di Bach, Morazt, Mahler, Verdi e di altri autori. Nato a Philadelphia nel 1956, dove comincia a studiare piano con Bernard Peiffer e dove suoi ascolti cominciano a spaziare da Glenn Gould fino a Oscar Peterson, Herbie Hancock e Cecil Taylor, si afferma rapidamente a livello internazionale per la trasversalità dei suoi progetti, tra improvvisazione e musica scritta, tra jazz e musica classica. Caine presenta in prima mondiale al Teatro di Chiasso una sua nuova composizione, Four Directions, per tromba, piano e orchestra da camera (solista alla tromba Franco Ambrosetti), scritta su commissione della Rete Due della Radio della Svizzera Italiana appositamente per la decima edizione del Festival di cultura e musica jazz di Chiasso. Il programma sarà completato da La Création du Monde di Darius Milhaud – “ballet nègre” del 1923, dove ritroviamo citato e stilizzato quel jazz di New Orleans appena rivelatosi all’autore -, e dalla suite Black, Brown & Beige, composizione con la quale Duke Ellington descrive, sin dalle sfumature “di colore” del titolo, il lungo e difficile cammino d’integrazione della comunità nera nella società americana. www.uricaine.comwww.francoambrosetti.comwww.orchestradellasvizzeraitaliana.ch  Spazio Officina, ore 22.30 Daniele Sepe & Rote Jazz Fraktion Daniele Sepe sax, voceAuli Anita Kokko voceRaffaele Di Fenza batteriaPiero De Asmundis piano e tastiereVittorio Pepe bassoFranco Giacoja chitarra Il sassofonista Daniele Sepe ha dosato con cura e intelligenza gli ingredienti di una tradizione reinventata, che rimanda all'anarchia stilistica di Frank Zappa o al polistilismo di un John Zorn. Sono quindici anni che Sepe scava tra jazz, pop e folk, est e nord Europa.Ultima tappa, la tammurriata 'sposata' al Miles di Bitches Brew. Vera spina dorsale ritmica di Napoli, la tammurriata è una tentazione alla quale Sepe si concede facilmente, con la sua Rote Jazz Fraktion. Al Festival di Chiasso presenta un inedito e speciale progetto musicale, realizzato espressamente per Colour is jazz.www.danielesepe.com  

Programma

Sabato 3 febbraio – Loomcafè, Como
Giovanni Falzone Open QuartetGiovedì 8 febbraio – Cinema Teatro e Spazio Officina, Chiasso
Uri Caine & Osi Uri Caine, piano e composizioneFranco Ambrosetti, tromba e flicornoOrchestra della Svizzera ItalianaOlivier Cuendet direzioneMusiche di Milhaud, Caine e Ellington Daniele Sepe & Rote Jazz Fraktion  Venerdì 9 febbraio – Spazio Officina, Chiasso El Medioni Manu Dibango & Soul Makossa  Gang Christoph Merki Music.01  Dj Hot Hands  

Sabato 10 febbraio – Spazio Officina, Chiasso

Scorpio 7 & Adam NussbaumWilliam Parker – Curtis Mayfield Project noJazz DJ Henry Storch   

Sabato 3 febbraioComo – Loomcafé  ore 21.00 

Giovanni Falzone Open QuartetGiovanni Falzone                        
trombaFrancesco Pinetti                      
vibrafonoYuri Goloubev                             
contrabbassoMarco Zanoli batteria 

  

Venerdì 9 febbraio

Chiasso, Cinema Teatro

Ore 10-13 e 14.30-18

Workshop d’improvvisazione

diretto da Uri Caine Uri Caine, ospite dell’Orchestra della Svizzera italiana alla X. edizione del Festival di cultura e musica jazz di Chiasso, dirigerà nella giornata di venerdì 9 febbraio un seminario d’improvvisazione, organizzato in collaborazione con l’Associazione Jazzy Jams, aperto a musicisti iniziati e a uditori.Verranno sviluppati in particolar modo gli aspetti fondamentali legati al suonare e all’improvvisare insieme: analisi tematica, ascolto reciproco, interplay, idea e struttura della forma.  Attivi                                        fr. 170.- / 150.- (soci Jazzy Jams)Uditori                                     fr  100.- / 80.- (soci Jazzy Jams)Il prezzo comprende il workshop, il pranzo in comune e il biglietto di entrata per i concerti del festival della sera.Il numero di partecipanti attivi è limitato a 20 (in ordine di iscrizione), non vi sono limiti per il numero di uditori. Pagamento il giorno del workshop.Iscrizioni inviando un mail a jj@jazzy-jams.ch o telefonando al 079 44 22 437.Ulteriori informazioni sul sito http://www.jazzy-jams.chIn collaborazione con Associazione Jazzy Jams.  Venerdì 9 febbraioSpazio Officina, ore 20.30 El Medioni Maurice El Medioni, piano e voceMardoche Maimaran, basso e darboukaClaude Maimaran, batteria Pianista di Orano, in Algeria, amato in tutto il mondo, pioniere del raï e grande maestro del piano orientale, Maurice El Medioni è l'eroe musicale dell'infanzia di Khaled, che mai ha fatto mistero del suo amore per colui che considera il più grande musicista di quel bellissimo periodo in cui non c'era la guerra tra ebrei ed arabi, e ci si poteva incontrare per creare nuove sonorità e condividere esperienze ed aspirazioni. La musica di El Medioni affonda le sue radici nei sette secoli di dominazione araba in Andalusia e nel ritorno degli arabi e degli ebrei nel nord Africa; una ricerca che si è evoluta poco a poco, impregnandosi delle diverse influenze del tempo. Il mitico pianista presenta al Festival di Chiasso un concerto nel quale risalterà il suo stile unico, in perfetto equilibrio tra raï, jazz e la musica ebraico-andalusa. In collaborazione con il musicista cubano Robert Rodriguez, El Medioni ha ricevuto la ‘nomination’ nella categoria ‘culture crossing’ ai BBC Radio 3’s Awards per la world music del 2007.www.sheherazade.it/artisti/medioni_bio.htm Spazio Officina ore 22.30Manu Dibango & Soul Makossa  Gang Manu Dibango sax, voce, marimbaKaba Malekani chitarra
Julien Agazar tastiere
Jonathan Handelsman sax, flauto
Valérie Ekoume voce
Noël Ekwabi basso elettrico, voce
Guy Nwogang percussioneJacques Conti-Bilong batteria  Leggendario musicista dell’afro e della black music, Manu Dibango festeggia suoi primi cinquant'anni di carriera tornando al suo primo amore, il jazz. Dotato di uno straordinario talento musicale, Manu Dibango è stato definito il ‘Miles Davis della world music’ dal magazine americano Blue Music (1994).  Di tutti gli artisti africani è il più smaliziato, con i suoi sax dai colori improbabili, gli eterni occhiali neri, la sua risata profonda e contagiosa. ‘Manu’ è un miracolo di libertà espressiva, di ricerca e ‘coloratissima’ sperimentazione, di rigore professionale rinnovato sempre dalla gioia di suonare e vivere insieme al suo pubblico. Nato nel 1933 in Camerun è considerato il ‘grandfather’ della musica africana, di cui è da trent’anni uno dei principali alfieri, con Miriam Makeba, nel mondo. Compositore e arrangiatore, polistrumentista (suona il vibrafono e la marimba, ma predilige i saxes, tenore, soprano e alto, e si diverte pure con il pianoforte) nel 1972 per la prima volta varca le soglie delle classifiche americane con Soul Makossa, vibrante commistione tra soul, funk e musica camerunese. Mosso da una continua ricerca musicale, Dibango allargherà i propri confini espressivi negli anni Ottanta e Novanta collaborando con il nigeriano Fela Kuti, altro guru della musica africana, con il trombettista Don Cherry, uno dei precursori della world music, con il lungimirante bassista e produttore Bill Laswell e il tastierista jazz Herbie Hancock. Del 1994 è uno dei dischi più riusciti e rappresentativi di Manu Dibango, Wakafrica, nel quale compaiono, tra gli altri brani, la ripresa di Soul Makossa (ospite Youssou N’Dour) e una bellissima versione di Biko di Peter Gabriel. Manu Dibango ha raccontato la sua vita nel libro Tre chili di caffè – Vita del padre della World Music. www.manudibango.net Spazio Officina ore 24 Christoph Merki Music.01“Ambient Conception of Jazz” Daniel Schenker  tromba
Christoph Merki sax alto
Ephrem Lüchinger piano
Stefan Rusconi fender rhodes
Mats Eser marimba
Stephan Athanas basso elettrico
Tony Renold batteria Fra i giovani talenti ormai emersi della scena jazz svizzera, il sassofonista Christoph Merki ha dato vita da qualche anno a questa parte a un sontuoso settetto che si muove in maniera originale tra jazz contemporaneo, dancefloor e ambient music, e che a suo modo abbatte gli steccati che spesso separano i generi. Dopo i DOM, Kubus, Tonus e Manufactur, un altro gioiello del nuovo jazz elvetico al Festival di Chiasso.www.christophmerki.ch Spazio Officina ore 01.30 DJ Hot Hands (CH, latin house) Pioniere della scena svizzera della clubmusic, Dj Hot Hands è stato premiato a Miami come Migliore DJ Internazionale al Latin Dance Music Awards del 2006, massimo riconoscimento per un dj nell’ambito della musica latina. Produttore dello show radiofonico e dell’omonima serie di compilation “Latin Electro”, ha prodotto “El Movimiento 100% Latino”, “Karyna Cuando Me Miras” e una dozzina di altre delizie per cultori di ritmi tropicali. www.djhothands.ch  Sabato 10 febbraioSpazio Officina ore 20.30 Scorpio 7 & Adam NussbaumYvan Ischer sax tenore e soprano, composizionePierre Drevet tromba, flicorno, arrangiamentiMaurizio Bionda sax alto e baritonoDanilo Moccia trombonePierre-Luc Vallet pianoAntoine Ogay contrabbassoAdam Nussbaum batteria Atavicamente intriso di jazz, innamorato da sempre della sonorità dei sassofoni, impegnato da anni con numerose orchestre, Yvan Ischer presenta la sua nuova formazione anche al sud delle Alpi. Segnalatosi nel 2005 con il cd Sleepless, Scorpio 7 si muove sui territori noti di un piacevolissimo modern mainstream arrangiato con gusto e sapienza. Una band piacevolmente creativa, nella quale si ritrovano compagni e amici che Ischer ha incontrato per un felice e fortuito caso in differenti formazioni presenti e passate e con i quali ha tessuto solide complicità. Il musicista confederato si avvale tra gli altri del batterista newyorchese Adam Nussbaum, dotato di espressività e tecnica sbalorditive (già con John Scofield, Mike Brecker, Gil Evans, Stan Getz), e del trombettista Pierre Drevet, solista impareggiabile e arrangiatore di talento. Il top della scena romanda ! E con sfumature… insubriche (Maurizio Bionda e Danilo Moccia).In collaborazione con Mendrisiotto Jazz Club.www.jazzphone.ch/yvanischerwww.adamnussbaum.net Spazio Officina ore 22.30 William Parker – Curtis Mayfield Project Leena Conquest voceLewis Barnes trombaSabir Mateen sax tenore, clarinetto e flauto
Darryl Foster
sax soprano e sax tenore
Lafayette Gilchrist
pianoforte
Hamid Drake
batteria William Parker contrabbasso, direzione musicale Consacrato ‘musicista dell’anno’ (2004) dalla rivista Musica Jazz, William Parker non è solo uno dei più completi e creativi contrabbassisti, ma anche fra i più stimati compositori jazz afroamericani del nostro tempo. Il New York Times lo ha definito “il collante delle avanguardie jazz newyorkesi”, il Village Voice “il più brillante contrabbassista free di tutti i tempi”. Con queste credenziali si presenta al pubblico del Festival Jazz di Chiasso, sull’onda di una ventina di album a suo nome, entrati ai primi posti delle classifiche americane e in vorticosa attività concertistica sulle più importanti scene mondiali.Nato il 10 gennaio 1952 nel Bronx, New York, fin dall'inizio della sua carriera musicale, è stato un musicista assai prolifico. Le sue composizioni spaziano in diversi campi: opere, oratori, balletti, colonne sonore per films e soliloqui per contrabbasso solo; ha anche esplorato, con ottimi risultati, le diverse formazioni dai piccoli combo ai più grandi ensemble. Ha inoltre pubblicato tre volumi di poesie: Music Is, Document Humanum, e The Shadow People. Al Festival jazz di Chiasso Parker presenta un progetto speciale: The Inside Songs of Curtis Mayfield, omaggio al cantante, compositore e chitarrista afro-americano di soul, funk e rhythm & blues Curtis Mayfield, autentico simbolo comunità afro-americana, scomparso tragicamente nel 1999, e noto per la colonna sonora di Superfly, principale film della cosiddetta ‘blaxploitation’, e soprattutto per le sue canzoni dedicate alla condizione della popolazione nero americana.www.aumfidelity.com/home.htm Spazio Officina ore 24 noJazz Philippe Sellam saxGuillaume Poncelet tromba, fender rhodesPhilippe Balatier tastiere, samplersPascal Reva batteria, chitarraDj. Speeder Mike turntables Quintetto parigino, i noJazz producono una miscela esplosiva di jazz, funk, latin, hip hop, elettronica. Dopo un primo album realizzato con Teo Macero, produttore-icona di Miles Davis, Mingus e Monk, e una collezione di remix d’autore (Claude Nougaro, entr’autres), danno vita ad un nuovo lavoro: Have Fun, un viaggio interstellare nella galassia ‘groove’ della black-music degli anni Sessanta e Settanta. Al progetto, sfornato a Los Angeles, collaborano i sovrani del funk Maurice White e Wayne Vaughn di Earth Wind & Fire e persino il mitico Stevie Wonder, che, per la gioia dei collezionisti (da oltre dieci anni non esce un disco a suo nome), appare su un brano con voce & armonica. Vere e proprie belve da palco, i noJazz – il nome indica il rifiuto delle convenzioni – sanno dare il meglio in caldissime, impertinenti, deliranti session dal vivo. Let’s groove!www.nojazz.net Spazio Officina ore 01.30 DJ Henry Storch Nel 1988, Henry Storch ha fondato a Düsseldorf la Unique Records, etichetta di riferimento della dance elettronica e omonimo club che ha visto tra i suoi ospiti il meglio della scena dj internazionale (Howie B, Trüby, Kemistry & Storm) e dove egli stesso cura dal 1992 la leggendaria Contemporary Unique Club Night. Dopo aver collaborato con Eddie Piller, boss della londinese Acid Jazz Records, produce nel ’98 la compilation The New Testament of Funk, successo planetario nel jazz elettronico. Tutto lo charme del funk!www.unique-rec.com     Luoghi e orari dei concertiLa serata a Como avrà inizio alle ore 21 e si terrà al Loomcafè, Viale Roosevelt 2/a a Como.Le altre serate a Chiasso avranno inizio alle ore 20.30 e si terranno presso lo Spazio Officina, via Dante Alighieri 3 a Chiasso, ad eccezione del concerto di Uri Caine con l’Orchestra della Svizzera Italiana che si terrà presso il Cinema Teatro di Chiasso, via Dante Alighieri 3b.  BigliettiPer Como: ingresso € 15, dopo le ore 24 € 10 Per Chiasso: Intero 30 Fr. (€ 20) – Ridotto 25 Fr. (€ 17)I biglietti sono validi per tutti i concerti in programma nelle singole serate.  Per informazioni:Ufficio Cultura, Chiasso. Tel. 0041.91.6950914 cultura@chiasso.chwww.jazzfestivalchiasso.ch     Ufficio stampa per l’Italia:Ellecistudio Como.  Tel. +39. 031.301037 – ellecistudio@ellecistudio.it

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