CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

La prosa del Sociale debutta in grande con Elettra di Hofmannsthal

Più informazioni su

Al via domani sera alle 21 sul primo palco cittadino la stagione del teatro di parola. In scena un allestimento per un pubblico ristretto che verrà munito di cuffie stereofoniche. Biglietti ancora disponibili. Sample ImageUn allestimento che non mancherà di incuriosire il pubblico quello che inaugurerà, domani sera alle 21, la Stagione di Prosa del Teatro Sociale di Como. In scena uno dei testi chiave della drammaturgia del secolo scorso, Elettra di Hofmannsthal. Uno spettacolo nel quale il pubblico assiste seduto di fronte ad una grande vetrata – parete che delimita e separa lo spazio dell’azione scenica – e ascolta, dopo aver indossato una cuffia stereofonica. Parole e rumori sono riprodotti grazie a una sofisticata tecnica di emissione detta olofonica. Insieme alle voci degli interpreti, allo spettatore giungono così i suoni e i rumori di un ambiente più vasto, un paesaggio di stanze e corridoi, anfratti, con l’eco di musiche, il nitrire di cavalli, l’abbaiare di cani, lo scrosciare della pioggia e passi furtivi.

Sample ImageScritta nel 1903, l'opera di Hofmannsthal è la prima di diverse e variegate riletture del mito ispirato al personaggio portato in scena da Eschilo nelle Coefore, protagonista anche nelle tragedie di Sofocle ed Euripide. La versione hofmannsthaliana, legata in particolar modo a l'elettra di Sofocle, riduce la vicenda di Elettra – un Amleto al femminile – alle  linee essenziali e approfondisce i personaggi dal punto di vista psicologico. Il regista Andrea De Rosa (nella foto) si sofferma sulle figure di Elettra (Frédérique Loliée), della sorella Crisotemide (Moira Grassi), della madre Clitemnestra (Maria Grazia Mandruzzato) e del fratello Oreste (Gabriele Benedetti). Come nell’Elettra di Sofocle, si attende o si teme l’arrivo di Oreste, destinato dagli dei a compiere l’omicidio della madre.

“In questo tempo sospeso – dice il regista De Rosa – i personaggi sembrano guardare in uno specchio rovinato ed opaco: aguzzano la vista, nella speranza di rintracciare un’origine, cercano un’immagine di sé che vogliono pura, al di sotto dei mille strati che il tempo vi ha steso sopra, ma più si avvicinano alla superficie riflettente, più essa si rivela irreparabilmente corrotta e deformata”.

Biglietti: 031-270170 www.teatrosocialecomo.it

Più informazioni su