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’13/Tzameti’, lo sguardo inquieto su un’umanita violenta e sola

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Secondo appuntamento questa sera con i Lunedì del Cinema all'Europlex di Camerlata. Sullo schermo, alle 21, l'inquietante noir del georgiano Babluani. di Monica di Maio Il destino è inevitabile, ma non sembra essere inevitabilmente casuale. Il sospetto della corruzione umana è sempre presente nel quotidiano di tutti, ma raramente così tangibile come in  “13/Tzameti”, opera prima del regista georgiano Gèla Babluani, secondo appuntamento della rassegna “I lunedì del Cinema” .Il film, in programma stasera alle 21 all’Europlex di Camerlata, minuziosamente curato e perfettamente strutturato sulle caratteristiche del genere “noir”, segue l’avventura del ventenne Sebastien, interpretato dallo stesso Babluani, operaio georgiano immigrato in Francia, impegnato in una “casuale” caccia al tesoro che prende il via da un’enigmatica lettera e da un biglietto ferroviario. Il viaggio alla ricerca della ricchezza prenderà una piega inaspettata, Il giovane si ritroverà a tentare di restare a galla nell’abisso più duro e tagliente dell’aberrazione umana, in un mondo quasi irreale, un mondo che gira come una roulette russa in cui gli uomini scommettono sulla vita di altri uomini, in cui le persone non posso essere considerate che come bestie. Il denso bianco e nero, la fotografia ricca di contrasti, con passaggi d’ombre e luci sui volti in primo piano, l’uso del grandangolare, rappresentano e sottolineano alla perfezione gli stati d’animo e, soprattutto, la sostanza emozionale e psicologica dei personaggi.La pellicola, che a prima vista sembra essere un puro esercizio stilistico, si rivela uno spiazzante voyeurismo sulle degenerazioni dell’animo umano, uno sguardo che tiene sospesi, tra la volontà di non poter credere e il senso di impotenza al cospetto del lato più spietato e oscuro della natura umana.Uno sguardo che si conclude lasciando lo spettatore con il pressante interrogativo di un destino forse non così casualmente inevitabile.
Monica di Maio

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