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Ed il Como inizia già a correre, il salto in C2 il vero obiettivo

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Primi passi ufficiali del nuovo assetto societario azzurro: Angiuoni ed il socio Di Bari tentano il passaggio alla serie superiore. "Se avverrà – garantiscono – non ci faremo trovare impreparati". Prende corpo anche l'azionariato diffuso. Adesso la partita si fa seria. Dopo i festeggiamenti di venerdì ed i proclami fiduciosi della nuova proprietà azzurra, da domani si deve correre. Il Como inizia a lavorare per il futuro. Il calendario è a tappe quasi forzate. In primo piano il tentativo di ripescaggio in C2. Per il club lo scandalo di ‘calciopoli’ è stato, paradossalmente, un toccasana. Slittate tutte le scadenze del mese di giugno a luglio. Iscrizioni, documentazione, fidejussione. Adesso c’è più tempo. Il club deve lavorare su più fronti. L’iscrizione all serie D deve essere fatta per sicurezza e parallelamente anche quella alla serie successiva, nella speranza che la Federazione ritenga sufficientemente stabile il club da riportarlo in alto.

L’acquisto delle quote da parte di Angiuoni e Di Bari sarà formalizzato il 5 luglio e ed è stato studiato in modo tale che l’ultimo anno non venga cancellato. 365 giorni di storia alle spalle. Un altro elemento che dovrebbe dare speranza. La proprietà ha chiesto tempo. “Abbiamo bisogno di lavorare” ha detto Angiuoni “dateci fiducia”. “Stiamo costruendo una squadra in vista della C2 – gli ha fatto eco Di Bari – in modo da non farci trovare impreparati”. Il nuovo socio, che sarà nominato vicepresidente del club, si occuperà di tutte le questioni tecnico-sportive. I quattro anni alla guida del Legnano sono una garanzia di esperienza e serietà. Nessuna indiscrezione su nomi, giocatori e tecnici però. L’unica certezza (vedi precedente lancio) è che il futuro in azzurro di Giacomo Gattuso non è più garantito. Sicuramente non lo sarà se al Como si riapriranno le porte del calcio professionistico.
Intanto, sul fronte dei supporters si sta affinando l’ipotesi dell’azionariato diffuso. Una partecipazione economica dei tifosi alla vita del club che aprirebbe le porte del Consiglio di amministrazione ad un ultrà. Una buona idea, secondo alcuni, che darà trasparenza all’attività. Secondo altri, su tutti il sindaco di Como Stefano Bruni gran mediatore nell’ultimo periodo, un rischio. Il primo cittadino nelle ultime ore ha fatto sapere che questa ipotesi potrebbe creare legami difficili poi da sciogliere in futuro.

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