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Meno vincoli, 400 coppie comasche cercano un figlio in Ticino |
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mercoledì 04 giugno 2008 |
Un viaggio della speranza. In cerca di un figlio che non arriva. Ormai è una costante quella delle coppia comasche - in media 400 all'anno - che si rivolgono al centro di fertilità della Svizzera italiana "Procrea" di Lugano per una gravidanza sperata. La conferma arriva dall'inchiesta condotta dal Corriere di Como in edicola oggi: il boom di pendolari della fecondazione assistita - con tecniche sempre più innovativa - non si ferma. Anche perchè oltreconfine i vincoli sono meno rigidi rispetto alla legge entrata in vigore in Italia nel 2004: qui, ad esempio, le donne possono anche ricorrere ad un donatore esterno alla coppia e non si sono limiti al numero di ovuli che possono essere fecondati. In Italia, invece, il numero è di tre al massimo.
Restano i costi da superare, ma molti li aggirano con prestiti in banca. Per la fecondazione in vitro - la tecnica più sofisticata ed ormai molto pratricata anche in Ticino - si arriva al massimo a 4.000 euro. In aggiunta ai farmaci per la terapia che variano da un minimo di 800 euro ad un massimo di circa 3.000. E le possibilità di successo non sono molto elevate: in media riescono ad ottenere una attesa gravidanza tre donne su dieci che si rivolgono a "Procrea". Dati simili a quelli italiani. |