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Non solo Milano e la Svizzera. Ora anche Cantù dà speranza... |
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domenica 29 giugno 2008 |
La speranza passa anche da Cantù. Basta alle lunghe - e spesso costose - trasferte nel milanese (da Monza al capoluogo) oppure in Canton Ticino per cercare di avere un figlio: la cura dell'infertilità, adesso, è anche nel comasco. Nel week-end ha preso il via ufficialmente l'attività del centro di procreazione assistita allì'ospedale Sant'Antonio Abate di Cantù. Una struttura moderna, la prima in un centro pubblico della provincia. L'equipe, coordinata da Marco Bianchi e Diego Riva (quest'ultimo primario di Ostetricia e Ginecologia), è composta da ginecologi, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio. Stesso iter e stesse procedure seguite in tutti i più grossi centri di fecondazione in Italia, da Milano a Bologna.
E per molte coppie comasche alle prese con il problema di non riuscire ad avere un figlio, una speranza in più vicino a casa. Le cure per la fecondazione sono spesso lunghe e necessitano di tempi ben definiti. Quindi, anche con frequenti assenze dai luoghi di lavoro per gli interventi. A Cantù i costi da sostenere sono quelli dei farmaci non previsti dal sistema sanitario nazionale: tutto il resto, compresa la fecondazione in vitro degli ovociti, non si paga. Ancora relativamente breve la lista di attesa nella struttura brianzola, mentre da altre parti (in particolare in centri pubblici del milanese) le attese sono di almeno 3/4 mesi per affrontare un ciclo di trattamenti ormonali. |