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La cultura della sicurezza non è un costo, ma un generatore di valore aziendale foto

La sicurezza sul posto di lavoro è una delle più importanti conquiste dei lavoratori del dopoguerra. Oltre a essere un diritto del lavoratore, è un interesse sia per l’impresa, che in questo modo garantisce un ambiente sempre più confortevole e di conseguenza più produttivo, sia per la società nel suo insieme, che così sopporta meno costi sociali per infortuni e malattie professionali. I costi sociali, infatti, rappresentano la sommatoria dei costi per giornate di lavoro perse, cure mediche, premi assicurativi e risarcimenti, di cui il singolo infortunio o la singola malattia professionale sono soltanto la punta dell’iceberg.

Il diritto alla salubrità del posto di lavoro e alla prevenzione di infortuni e malattie è, in definitiva, interesse della società tutta: lavoratori, sindacati, istituzioni e imprese alle quali compete  adottare  tutte le misure  necessarie per garantirle.

Il tema della sicurezza sul lavoro non deve essere, dunque, visto come un obbligo che “si subisce”. Essere in grado di sviluppare la cultura della sicurezza all’interno della propria realtà aziendale è un vero e proprio generatore di valore per l’impresa.
Per poter diffondere questa cultura è fondamentale non pensare a tutto ciò che riguarda la sicurezza come ad un mero e semplice adempimento alle leggi, bensì si deve giungere ad un approccio più ampio e condiviso verso il significato comune del lavorare in sicurezza, tenendo conto della produttività e contemporaneamente del benessere delle persone.

In primo luogo occorre sfatare il falso mito che lavorare in sicurezza richieda necessariamente grandi investimenti economici. Molto spesso è sufficiente  agire sui comportamenti:
– smontare le cattivi abitudini e favorire le buone prassi;
– stimolare la motivazione alla sicurezza.
Tutto questo anche attraverso:
– la formazione partecipata e periodica a tutti i livelli;
– il buon esempio dal punto di vista comportamentale, a partire dall’autorevolezza dei responsabili;;
– un sistema efficace di premi e punizioni.

Di fondamentale importanza in questo processo, è l’effettiva sensibilità alla tematica da parte dei vertici dell’azienda, che devono dimostrare, attraverso un lavoro di prevenzione e di attenzione, la reale volontà di favorire il benessere dei propri collaboratori. La mancanza di queste premesse genera incoerenza tra il contenuto dei messaggi espressi nei corsi o dai dettami di legge ed il comportamento effettivo dei responsabili, incurante delle norme e dell’importanza della prevenzione. Ovviamente l’incoerenza diventa la conferma, per i lavoratori, che l’interesse dell’azienda verso questo tema è basso, generando l’alibi a non occuparsene e indirizzando il comportamento verso le soluzioni più comode, non quelle più sicure.

sicurezza luoghi di lavoro

Un’azienda può essere sicura di ottenere una buona percezione della sicurezza quando:
-i lavoratori ritengano la direzione aziendale credibile;
-la cultura della sicurezza fa parte della quotidianità;
-i lavoratori hanno un ruolo nella risoluzione dei problemi e nel prendere decisioni;
-vi è un alto grado di fiducia reciproca tra dirigenti e lavoratori;
-vi sono comunicazioni efficaci;
-i lavoratori ricevono un riconoscimento positivo per il loro lavoro.

Diversi studi mostrano che le difficoltà nella gestione della sicurezza sono particolarmente rilevanti quanto più è ridotta la dimensione dell’impresa. Dai dati emerge che i dipendenti delle imprese più piccole sono soggetti a maggiori rischi rispetto ai dipendenti delle imprese più grandi, e che le imprese più piccole hanno più difficoltà a controllare i rischi e ad adeguarsi alle disposizioni vigenti.

sicurezza luoghi di lavoro

Invece  è importante che, tramite opportune informazioni, la sicurezza sul posto di lavoro sia assimilata da tutti come comportamento assolutamente giusto e doveroso oltre che conveniente.

In tal senso il testo del Decreto Legislativo 81/2008,analizzando il ruolo della formazione nella sicurezza quale strumento gestionale,  non solo promuove e divulga la cultura della tutela sui luoghi di lavoro e l’importanza della prevenzione, ma rappresenta un indispensabile momento aziendale di condivisione di saperi, di investimento in conoscenza e innovazione.
Imparare la sicurezza vuol dire veicolare il valore della vita umana, acquisire conoscenza  e consapevolezza del proprio ruolo, la capacità di assumersi le proprie responsabilità, dare valore sociale al lavoro e imparare a conoscere e gestire il rischio sia individualmente che in modo collettivo. Imparare la sicurezza vuol dire far crescere il patrimonio di conoscenza aziendale, l’unico che può metterci in grado di affrontare i rischi del futuro.

 

Oggi, ogni soggetto che è coinvolto con la sicurezza sui luoghi di lavoro, ha precisi riferimenti normativi e tecnici

L’aspetto normativo legiferato con il Decreto Legislativo 81/2008. Riguarda tutte le aziende in cui sia presente almeno un lavoratore dipendente o un soggetto equiparato (*1), e pertanto:

– tutte le imprese con lavoratori subordinati (anche se part-time, a tempo determinato, con contratto di apprendistato, ecc.);

– le società senza dipendenti ma con più di un socio che presta attività lavorativa in azienda;

– le imprese familiari (costituite ai sensi dell’articolo 230 bis del Codice Civile) con dipendenti o collaboratori non indicati nell’atto costitutivo.

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Molti imprenditori non sono certi che la loro azienda sia in regola con le  norme  sulla sicurezza che, se sottovalutate, mal interpretate o disattese, non solo mettono a rischio l’incolumità di chi lavora in azienda, ma possono dar luogo a sanzioni molto severe, anche disciplinate dal codice penale, in caso di riscontrate inadempienze.

Confcommercio Como offre un’opportunità gratuita ad associati e non associati: un servizio di consulenza completa in materia di sicurezza sul lavoro. Grazie all’esperienza pluriennale l’associazione è in grado di verificare se l’ azienda è in regola con tutti gli adempimenti obbligatori del D.lgs 81/2008. Per un sopralluogo gratuito in azienda basta contattare la Confcommercio Como allo 031 2441 oppure on line www.confcommerciocomo.it

 

(*1) definizione di lavoratore: “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge   un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione…”.