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Cronaca della tragedia di uomini e donne “Da questa parte del mare”. Cederna al Sociale foto

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Il titolo dello spettacolo, Da questa parte del mare, è anche quello di un album uscito nel 2006 e, dieci anni dopo, del romanzo pubblicato postumo da Einaudi. L’autore è lo stesso: Gianmaria Testa, scomparso nel marzo del 2016 a soli 58 anni. La riflessione di Testa valica ora i confini della canzone, attraversa la carta stampata gettandosi nell’immediatezza del palcoscenico, con l’interpretazione di Giuseppe Cederna che racconta  la tragedia dei migranti attraverso il Mediterraneo mercoledì 15 novembre al Teatro Sociale di Como. 

Perdendo la legittima paternità del cantautore, l’impegno di Testa nei confronti di chi perde o rischia la vita per arrivare da questa parte del mare, viene ripreso da uno spettacolo che mantiene il suo punto di vista, costruito sulla scaletta dei suoi brani, alimentandone la capacità di comunicare agli astanti tutta la disperazione del viaggio.

Nell’intento del regista Giorgio Gallione e nella narrazione per bocca di Giuseppe Cederna, lo spettatore deve anzitutto collocare l’accaduto in un contesto noto, annebbiato dalla superficialità delle informazioni dovuta alla loro insostenibile quantità: abbandonando qualunque pretesa di veridicità giornalistica e qualsiasi velleità sensazionalistica, lo spettacolo ci parla dei migranti riferendosi al punto di vista di chi accoglie o respinge gli immigrati, “da questa parte del mare”, quello di chi probabilmente ha ricevuto la notizia degli sbarchi all’isola di Lampedusa, ma che non ha mantenuto memoria.

teatro sociale cederna

L’impegno del testo originale cui si faceva riferimento non è dunque soltanto finalizzato al raccontare il punto di vista di chi il mare ha dovuto percorrerlo in condizioni azzardate e precarie, ma anzitutto a ricordare che l’approdo degli immigrati sulle coste siciliane ha portato con sé storie di speranza e riscatto, lasciandosi alle spalle gli orrori della guerra.

L’album e il romanzo di Gianmaria Testa rappresentano un memento delle fragili condizioni umane che ci accomunano, nonostante la distanza percorsa da chilometri di acqua salata. La trasposizione teatrale è una cronaca ulteriore di quella tragedia, non compromessa dai filtri mediatici che non possono annullare una simile distanza. Per comprendere davvero i motivi e le conseguenze dei flussi migratori, la lucidità del compianto cantautore è forse più necessaria di quanto si possa ritenere, forse addirittura indispensabile.

TEATRO SOCIALE DI COMO

mercoledì, 15 novembre 2017 – ore 20.30

 

DA QUESTA PARTE DEL MARE

tratto dal libro di Gianmaria Testa

 

con Giuseppe Cederna 

Regia

Giorgio Gallione

 

Scene Lorenza Gioberti

Luci Andrea Violato

Produzioni Fuorivia / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

in collaborazione con Teatro dell’Archivolto

 

Biglietti per lo spettacolo in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su www.teatrosocialecomo.it. Prezzi 20€ + prevendita.

 

Da Questa Parte del Mare è il libro della vita di Gianmaria Testa, arrivato in libreria, purtroppo postumo, il 19 aprile, per Giulio Einaudi Editori con prefazione di Erri De Luca.

È il racconto dei pensieri, delle storie, delle situazioni che hanno contribuito a dar vita ad ognuna delle canzoni dell’album omonimo, ed è un po’, anche, inevitabilmente, il racconto di Gianmaria stesso e delle sue radici. E’ il racconto dei grandi movimenti di popolo di questi anni, ma è anche il racconto delle radici e della loro importanza. Radici che non sono catene, ma sguardi lunghi.

È il libro con cui Gianmaria si è congedato in pace, dopo una vita onesta e dritta. È un patrimonio di riflessioni umanissime, senza presunzioni di assolutezza. Un distillato di parole preziose che riesce a restituirci ancora e per sempre la voce di Gianmaria. È uno sguardo lucido, durato più di 20 anni, sull’oggi.

Una lingua poetica, affilata, tagliente, insieme burbera ed emozionata. Bellissima.

Adesso questo libro è diventato uno spettacolo teatrale vero e proprio e a portarlo in scena è Giuseppe Cederna che più volte ha condiviso

il palcoscenico con Gianmaria e che con lui condivide ancora, soprattutto, una commossa visione del mondo. Giorgio Gallione, altro amico di Gianmaria, cura la regia, provando a tradurre in linguaggio, immagini e forma teatrali, parole pensate per la pagina scritta, ma dense di sonorità e musica.

Da Questa Parte del Mare è un viaggio struggente, per storie e canzoni, sulle migrazioni umane, ma anche sulle radici e sul senso dell’“umano”. Un piccolo e intensissimo libro più potente di mille chiacchiere.

Babasunde, che ha perso il suo nome. Rrock Jakaj, violinista di Scutari. E poi quella ragazza intirizzita che cammina verso la stazione. E Tinochika, che si è aggrappato con tutto se stesso allo sguardo di una donna.
Gianmaria Testa è ritornato – questa volta nelle vesti non di cantautore ma di scrittore – sul tema delle migrazioni contemporanee. E lo ha fatto senza retorica e con il solo sguardo sensato: raccontando storie di uomini e donne.

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