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Motorizzazione: esami finti in cambio di mazzette, tre verso il processo immediato foto

Tra di loro anche l'ex direttore Antonio Pisoni, accusato di falso e corruzione. Soldi per completare il test per il Cqc e il trasporto di merci pericolose.

Esami finti anche se formalmente ineccepibili. Superati senza grossi sforzi: una mazzetta alle persone giuste e via. Tutto ok per il Cqc ed il trasporto di merci pericolose grazie a un esame le cui risposte mancanti sono state fatte dal direttore della Motorizzazione di Como, Antonio Pisoni. E’ questa l’accusa che la Procura di Como contesta all’ormai ex responsabile dell’ufficio di via Tentorio a Camerlata ed altri titolari di autoscuole “compiacenti” in questo giochino. Per tre di loro (Pisoni appunto, Roberta Bernasconi, 53enne di Uggiate Trevano – amministratore autoscuola Catelli – ed Alessandro Conti, 40enne di Uboldo (Varese) – autoscuola Luigi di Mozzate) la richiesta di giudizio immediato senza passare dall’udienza preliminare.

 

Il Pm Massimo Astori ritiene di avere contro di loro elementi tanto schiaccianti da poter sostenere subito l’accusa. Per i tre l’accusa è di falso materiale e corruzione. Pisoni è sospseso dall’incarico dal giorno del suo arresto, fatto alla Motorizzazione dalla polizia.