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Caricabatteria: un mondo complesso dove orientarsi con attenzione 

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Fra le tante conseguenze della costante crescita del settore dell’elettronica personale, e del numero di dispositivi di ogni genere – smartphone e tablet solo per nominare i più comuni – c’è sicuramente la proliferazione di un piccolo apparecchio che è fondamentale per il loro funzionamento, ossia il caricabatteria. Ma, se a un primo sguardo da profani potrebbe sembrare che tutti i caricabatteria siano uguali, è sufficiente ragionare sulla varietà di dispositivi che devono alimentare per capire che in realtà devono esistere un gran numero di diverse tipologie, potenze, e tecnologie differenti nei caricabatteria. In effetti è proprio così, e anche soltanto affacciandosi su questo mondo si scopre una impensabile vastità di gamma nella quale, per chi non è competente, diventa difficile perfino orientarsi per un acquisto intelligente. Per capirne qualcosa di più ci siamo fatti guidare quindi da un esperto, ossia il titolare di L’Arson Nuova, un’azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di alimentatori e caricabatteria. Per darci modo di orientarci meglio, ci ha aiutato a praticare una divisione di massima dei caricabatteria in quattro diverse macrocategorie:

Caricabatteria semplici

In questo settore, questi sono i modelli più basilari. Essenzialmente, un caricabatteria di questo tipo non è che un adattatore AC/DC strutturato per essere attaccato alla presa a parete. Si tratta di una tecnologia molto semplice, e perciò – com’è logico – molto più economica di altre; tuttavia, non è un dispositivo esente da problemi. I caricabatterie semplici infatti applicano alle batterie ad essi collegate una corrente costante; se non scollegati in tempo, appena sono pienamente cariche, possono così finire con il danneggiarle, o addirittura distruggerle.

Caricabatteria a timer

Per ovviare al problema del tempo eccessivo, alla fine degli anni novanta vennero introdotti i caricabatteria a timer, che è possibile ritrovare ancora oggi. Anche in questo tipo di modello l’output di corrente che viene erogato alla batteria è costante; la differenza è che il caricabatteria è programmato per fermare l’erogazione dopo un tempo predeterminato, così da impedire il rischio di sovraccarico. Purtroppo, come dicevamo, questa è una tecnologia ormai vecchia di vent’anni, e non è rimasta al passo con le nuove batterie; queste infatti hanno capacità ben superiori a quello degli anni novanta, e un ciclo di carica su questi dispositivi non riesce a ricaricarle completamente. Oltre a questo, poiché il dispositivo eroga corrente per tutto il tempo in esso programmato, esiste comunque il rischio che, se si collega una batteria non del tutto scarica, l’afflusso di corrente finisca comunque con il sovraccaricarla e danneggiarla.

Caricabatteria trickle

A risolvere completamente il problema del rischio di sovraccarica e danneggiamento è arrivata in seguito la tecnologia cosiddetta “trickle”. In questo tipo di caricabatteria, l’erogazione di corrente è impostata a velocità pari a quella di auto-scarica della batteria stessa; questo significa che è possibile lasciarla sempre collegata senza che ci sia mai rischio di sovraccarica, perché raggiunto il livello del 100% il caricabatteria sarà soltanto in grado di mantenerlo. Purtroppo, proprio per scongiurare il rischio di danni, è necessario impostare una velocità di ricarica molto bassa, il che rende i caricabatteria trickle i più lenti del mercato.

Caricabatteria intelligenti

Uno sviluppo tecnologico più recente, e di grande interesse nel settore, è quello dei caricabatteria che vengono definiti “intelligenti”. A differenza delle tecnologie precedenti, che partivano dal presupposto che la corrente di carica fosse costante, e ne regolavano solamente il tempo o l’intensità per ovviare al pericolo di danneggiamento, in questi modelli c’è un costante monitoraggio del livello di tensione e della temperatura della batteria, così come del suo tempo di carica; di conseguenza, il caricabatteria regola continuamente la corrente di carica erogata sui parametri ottimali per quel momento. Quando, sempre in base ai parametri di riferimento impostati, i dati indicano che la batteria è carica, l’erogazione viene interrotta.

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