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Como, tutti con il naso all’insù sul lungolago: gli operai-acrobati danno spettacolo fotogallery

Da qualche giorno sono in azione nello stabile sopra il bar Monti. Ecco come si muovono e cosa fanno. Ma qualcuno critica anche:"E la sicurezza?"

Da qualche giorno ormai stanno lavorando appesi al muro ed attaccati alle corde. Veri e propri rocciatori – operai nello stabile (in ristrutturazione) che si trova sul lungolago di Como. Sono quelli di EdiliziAcrobatica che stanno portando in alto materiale e poi fanno anche fori sui muri da diversi metri di altezza. Tutto sotto gli occhi – anche stamane – di decine di curiosi e cittadini che si fermano a vedere e chiedono cosa stanno facendo. “Lo facciamo da tanto tempo anche su torri o palazzi più alti….” risponde uno di loro, sulla strada ad aspettare che il collega finisca e possa scendere.

Operai-rocciatori danno spettacolo davanti a piazza Cavour

Di sicuro un intervento che non può non richiamare l’attenzione di chi ci passa da lì. L’area di cantiere è segnalata e delimitata, ma c’è anche chi trova questo intervento pericoloso per l’incolumità degli operai e degli stessi pedoni in transito.

 

“Molto spesso le persone che si fermano a osservare i nostri cantieri – spiega Andrea Martorana, responsabile di EdiliziAcrobatica per l’area di Como – oltre a restare incuriositi per la tecnica con cui lavoriamo ci chiedono se sia sicura innanzitutto per i nostri operai. La metodologia che usiamo da quando siamo nati 23 anni fa si chiama della doppia fune di sicurezza ed è mutuata dall’alpinismo e consente ai nostri tecnici di operare in completa e totale sicurezza, al punto da avere ottenuto anche due importanti certificazioni: la UNI EN ISO 9001:2008 e la Bureau Veritas. Siamo consapevoli di lavorare in un settore molto delicato e proprio per questo la nostra attenzione per l’incolumità dei nostri operai è completa e primaria, al punto da poter affermare che ad oggi, con circa 300 addetti in tutta Italia, non abbiamo mai registrato incidenti gravi che abbiano coinvolto uno di noi”.