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Vicolo Poldo si presenta a Como nel nome di Ico Parisi

Continuano le celebrazioni dedicate a Ico Parisi, tra Como e la Valle Intelvi grazie al Concorso di pittura Vicolo Poldo di Schignano che dedica la 43esima edizione al poliedrico artista comasco in occasione del centenario della sua nascita. Ico Parisi è stato uno dei designer di mobili più importanti degli anni ’50, oltre che un architetto, art director, fotografo, regista cinematografico, pittore, ovvero è stato un artista puro.

Trait d’union delle celebrazioni tra Como e la Val d’Intelvi, l’evento in calendario venerdì 21 luglio, quando alle 18.30 alcuni artisti comaschi si ritroveranno allo Spazio The Art Company in via Borgo Vico 163 (ex serre Ratti) per lanciare il concorso pittorico di Schignano dell’11, 12 e 13 agosto, che anche quest’anno vede l’appoggio del patrocinio di Regione Lombardia.

Giulio Mantovani, che collabora al progetto artistico del Vicolo, presenta per la prima volta  a Como una tappa del concorso artistico: “Venerdì sera alle 18.30 in via Borgo Vico presenteremo alla città questo progetto che deve ritrovare il primo piano che merita. Grazie a Pierluigi Ratti e ai tanti artisti che gravitano in questo luogo di aggregazione artistica, tra cui Roberto Borghi, Enzo Pifferi e molti altri. Sarà un aperitivo per parlare dell’indimenticato Ico Parisi e dell’indimenticabile Vicolo Poldo, che dall’11 al 13 agosto proporrà un’esperienza unica in Valle Intelvi”.

L’occasione sarà anche quella di ammirare alcune opere e lavori firmate da Parisi, alcune dei quali realizzati dallo stesso Mantovani.

 

ICO PARISI nato Domenico a Palermo il 23 settembre 1916, a soli tre anni si trasferì con la famiglia a Como, dove frequentò le scuole primarie e si diplomò in edilizia nel 1935. Nello stesso anno iniziò a lavorare nello studio di Giuseppe Terragni, attorno al quale si aggregava l’avanguardia architettonica e artistica comasca e milanese dell’epoca. Nel 1936 il servizio fotografico per il numero 35/36 della rivista Quadrante, monografico sulla Casa del fascio di Como, segnò l’esordio pubblico professionale di Parisi. Ne 1937 fondò insieme ad altri giovani artisti e professionisti comaschi il gruppo Alta Quota, all’interno del quale Parisi elaborò i primi saggi progettuali, come le scenografie per il Teatro Sociale di Como (1937-40), l’arredamento delle seterie Sacchi di Como (1940) e alcune opere non realizzate di carattere razionalista, per esempio la casa per l’attrice Alida Valli del 1939.

In collaborazione con Giuseppe Costamagna e gli amici del Cineguf si dedicò al cinema sperimentale e di ricerca, girando vari filmati tra cui il documentario Risanamento edilizio della città di Como (1939), a favore degli interventi di demolizione del centro antico previsti dal nuovo piano regolatore.  Dopo il conflitto bellico Parisi ricevette il congedo militare e ritornò a Como, dove riprese l’attività professionale, dedicandosi al progetto di arredi in dialogo con la tradizione mobiliera artigianale canturina e brianzola.

L’apertura nel 1948 dello studio-negozio La Ruota, con la moglie Luisa Aiani, e il conseguimento della laurea in architettura presso il Politecnico di Losanna nel 1950 segnarono per Parisi l’inizio di una fase lavorativa più matura e personale. La definizione di spazi abitativi alternativi segnò l’inizio della critica di Parisi al consumismo e alla speculazione edilizia, causa della corruzione della società e dell’impoverimento dell’architettura contemporanea.

Insieme alla progettazione architettonica degli edifici, Parisi si dedicò alla sistemazione degli interni e all’invenzione di arredi e complementi. Il disegno di poltrone, sedie e tavoli, che inizialmente appariva di gusto novecentista, mutò rapidamente verso forme di ispirazione organica, vicine alle sperimentazioni di Carlo Mollino e Gio Ponti, per passare poi all’elaborazione di soluzioni più sobrie e razionali ispirate al Bauhaus e alle scuole nordiche. La collaborazione con gli artigiani locali, come Ariberto Colombo, Spartaco Brugnoli, Vittorio Bonacina, i fratelli Rizzi e l’azienda Sampietro 1927 fu costante e produsse arredi esemplari, tra cui il celebre tavolo mensola con puntali in ottone.

Valsero a Parisi la segnalazione al premio Compasso d’oro della Rinascente nel 1955 la sedia691 e la poltrona a conca 839, disegnate insieme alla famosa poltrona Uovo 813 e ad altri originali arredi per la produzione di Cassina degli anni Cinquanta. Altrettanto apprezzati furono i mobili smontabili prodotti da MIM (Mobili Italiani Moderni) e dedicati a note località italiane, come la libreria Lerici, il letto Ischia, il tavolino Sestri. Oggetti più piccoli, ma altrettanto rigorosi e funzionali furono disegnati per le ditte Lamperti e Stildomus Selezione negli anni Sessanta.

La ricerca utopica condotta in ambito architettonico portò Parisi a indagare il valore formale e simbolico di oggetti d’uso quotidiano (come forchette, tazze, pinze), di immagini comuni e ricorrenti (per esempio, i fumetti, gli elementi della natura o gli animali) e le linee del corpo umano. Questi studi ispirarono la serie dei mobili zoomorfi realizzata nel 1991 e prima ancora si riversarono in un’ampia produzione di vetri e di porcellane realizzati, a partire dal 1964, dai maestri vetrai Barovier&Toso e Pino Signoretto e dai ceramisti Zanolli e Sebellin.

Il cassettone Rinoceronte, la cassettiera Le serpi, i Vetri crudeli, le serie Mano e Profilo, la collezione di piatti, tazze o zuppiere ‘abitabili’ sono alcuni dei lavori di design e artistici che rappresentano al meglio la carica ironica e fantasiosa di cui l’intera opera dell’architetto è pervasa.

Per approfondire la sua ricerca poetica, oltre alla pittura e al disegno, Parisi sfruttò la fotografia come strumento di lettura critica della realtà, di studio della luce e dei volumi, di sperimentazione iconica e di comunicazione dei contenuti dei progetti attraverso collage e fotomontaggi. La macchina fotografica accompagnò sempre l’attività professionale dell’architetto, che realizzò anche servizi per case di alta moda, legate al commercio della seta, e insolite campagne pubblicitarie, tra cui quella dei citofoni della ditta Terraneo nel 1973 (Parisi, 1991, pp. 102 s.; D’Amia – Tenconi, 2012, p. 145).

Parisi morì a Como il 19 dicembre 1996.

Custodiscono il lavoro di Parisi gli archivi della Pinacoteca civica di Modena, che ne conservano esclusivamente i disegni nella raccolta della Grafica Contemporanea, e gli archivi della Pinacoteca civica di palazzo Volpi di Como, dove è depositato il Fondo Ico e Luisa Parisi. Il fondo fotografico privato di Parisi è invece custodito da Enzo Pifferi presso l’omonima casa editrice con sede a Como.

 

Vicolo Poldo è un concorso di pittura, acquarello, scultura e poesia più atteso nella Valle Intelvi ed è promosso dal Comune e dalla Biblioteca di Schignano con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Como, della Comunità Montana e si realizza grazie al supporto di numerose associazioni turistico-culturali del territorio Lario-Intelvese.

La rassegna è composta da due sezioni; per chi vuole presentare le proprie opere e vuole farle giudicare da una giuria di esperti può partecipare alla sezione “Opere in concorso” con un massimo di tre opere, l’altra sezione invece è per le “Opere fuori concorso”.

L’inaugurazione della kermesse artistica avverrà alle ore 21 di venerdì 11 agosto al Centro Polivalente di Schignano con la musica tradizionale de “la fugheta”.

Il giorno successivo, sabato 12 agosto, alle ore 11 proprio al “Vicolo Poldo”, nella frazione di Retegno, vietta che ha dato il nome alla manifestazione, prenderà il via l’estemporanea di pittura e saranno presenti alcuni mascherai di Schignano per realizzare delle sculture.

Alle 14 inizierà anche il “Vicolino”, sezione della manifestazione ideata per i più piccoli, con laboratori dedicati a tutti i bimbi.

Sempre al Centro Polivalente, alle 21 si terrà una conferenza con intrattenimento musicale.

Vicolo Poldo continua tutto il giorno successivo con diversi appuntamenti; al centro polivalente, dalle 14 proseguono i laboratori del “Vicolino” e alle 18 si terrà un aperitivo in rima.

Domenica 13 alle 20.45 per primi verranno premiati i partecipanti al “Vicolino” e alle 21 verranno premiate le opere in concorso con il premio che raffigura proprio il vicolo poldo.

A completamento della tre giorni in piacevole compagnia dell’arte e della cultura popolare che Schignano ben rappresenta ci sarà della buona musica, dei mercatini, stand enogastronomici per assaggi di prodotti tipici.

Per informazioni: www.comune.schignano.co.it