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30 artisti nell’Armadio di Erik Satie

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Esiste un rapporto stretto tra musica e pittura (e anche altre arti visive), una sinestesia che musicisti e pittori famosi hanno perseguito un po’ in tutte le epoche. Ascoltare musica suggerisce visioni, farle diventare colori e forme è compito dell’artista. 30 artisti contemporanei, molti dei quali comaschi, sono stati invitati a produrre delle opere ispirate al visionario e onirico compositore francese Erik Satie, ne è nata la mostra “L’Armadio di Satie” che inaugura il 14 luglio allo spazio The Art Company di via Borgovico a Como. Il vernissage è accompagnato dal recital della pianista Antonietta Loffredo, presumibilmente con musiche di Erik Satie.

 

mostra satie

Progressista e conservatore. Colto e bizzarro. Ironico, iconoclasta, sarcastico. E chi più ne ha più ne metta.  Per Erik Satie gli aggettivi si srecano. Ancora oggi, ascoltando la sua musica, risulta difficile definirne i confini, in quell’ambiguità che la fa apparire seria e giocosa allo stesso tempo. Tutto il Novecento musicale è in qualche modo debitore di Erik Satie, per quanto la “grande musica” non l’abbia mai neanche accostato ai “grandi” della sua epoca: Debussy, Ravel, Stravinskij, Mahler. Troppo poco “serio” per ottenere il parere unanime dell’Accademia (e del pubblico). Il musicista, nato in Normandia nel 1866, è un equivoco in tutto e per tutto: quando scherzava la gente non ci credeva, quando ha cominciato a fare il serio tutti ci hanno riso e lui se l’é presa. Forse Satie non l’ha mai capito nessuno e probabilmente è quello che lui ha sempre voluto.

Nella Parigi in fermento dell’inizio ‘900 Satie viveva poveramente in due stanze che lui chiamava l’Armadio, qui ha scritto la sua musica minimale e rivoluzionaria di cui i brevi componimenti delle  Gymnopedies sono quel che la stragrande maggioranza della gente conosce, anche se pochi sanno che è “roba” di tale Erik Satie. Ossessioanato dal numero 3, attratto dall’esoterismo, coinvolto in logge e sette, musicista e designer, Satie pensava che che la musica potesse avere diverse funzioni e, nel piccolo del suo Armadio, immaginando le note come soprammobili, si era avvantaggiato sui tempi. Forse troppo.

 

Invitati dai curatori  Martina Bertoncini, Roberto Borghi e Denise Sardo, gli artisti Pino Lia, Doriam Battaglia, Fabrizio Bellanca, Roberto Biondi, Elena Borghi, Marco Brenna, Fiorella cicardi, Alberto Colombo, Elena Cristaldi, Cinzia Frangi, Giulio Mantovani, Silvia Matarazzo, Carmen Molteni, Maria Grazia Montano, Lorenza Morandotti, Gianluigi Nitti, Flo Noseda, Giovanni Padovese, Elisabetta Pagani, Jaime Poblete, Marika Pozzi, Carlo Pozzoni, Pierluigi Ratti, Sergio Sansevrino, Stefano Sevegnani, Gianluca Sgarlata, Tommaso Vergano, Andrea Zava, Dario Zava, Edegildo Zava, hanno creato le loro opere ascoltando la musica di Satie e trascrivendo con la pittura e la fotografia le sensazioni, anzi verrebbe da dire le “aure”, percepite. Opere di dimensioni 30×30 in omaggio alla passione di Satie per il numero 3 e per i suoi rimandi simbolici

 

mostra satie

Le opere rimarranno in mostra fino al 28 luglio allo spazio The Art Company di via Borgovico, 163 (ex Serre Ratti). All’inaugurazione di domani, venerdì 14 luglio ore 18.30, Antonietta Loffredo, pianista affermata e musicologa, interpreterà musicalmente le opere e l’evento restituendo in note quanto trasposto in dipinti e fotografie dai 30 espositori.  L’intento è di fare del vernissage un fatto artistico tra ironia e teatralità, proprio come sarebbe piaciuto a Erik Satie.

L’ARMADIO DI SATIE” 

14 – 28 luglio 2017

orario: dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 18.00 e il sabato su appuntamento chiamando il numero 335 6960425 (entro il giorno prima)

ingresso libero
vernissage: 14 luglio 2017. ore 18.30

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