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Villa Sola Cabiati: il nuovo gioiello del Grand Hotel di Tremezzo fotogallery

Il Grand Hotel Tremezzo, emblema di stile ed eleganza, a partire da questa stagione gestirà in esclusiva per i suoi ospiti Villa Sola Cabiati, residenza settecentesca dei duchi Serbelloni, famosa per la bellezza dei suoi interni affrescati dalla scuola di Tiepolo, nonché per la quiete dei suoi giardini e la raffinatezza dei suoi ricevimenti.

Questa mattina un incontro con la stampa per presentare il nuovo sodalizio e che permetterà agli amanti della Tremezzina di poter usufruire di un ulteriore gioiello per celebrare i due secoli più luminosi del Lago di Como e del suo Grand Tour.

Il Grand Hotel Tremezzo ha voluto dedicare esclusivamente ai suoi ospiti il privilegio di vivere la bellezza di Villa Sola Cabiati che potrà essere utilizzatata per cene, matrimoni, eventi, ma anche per una giornata di puro relax in piscina contemplando le acque del lago, e ancora un pranzo all’aperto, un barbecue o un picnic con famiglia e amici, e perché no, per i piccoli ospiti, anche una caccia al tesoro nel magnifico parco.

A pochi minuti uno dall’altra, le ville sono collegate da un servizio di limousine via terra e via acqua.

 

Villa Sola Cabiati:

Era stato Giuseppe Parini, poeta, scrittore, protagonista dell’Illuminismo italiano, ma soprattutto precettore del duca Gian Galeazzo Serbelloni dal 1754 al 1762, a battezzare “La Quiete” l’amatissima residenza estiva dei duchi Serbelloni sulla Riviera Tremezzina del Lago di Como. E nella seconda del ’700 fu proprio Gian Galeazzo Serbelloni, figlio di Gabrio e Maria Vittoria Ottoboni, a offrire alla villa l’aspetto di oggi, dallo splendido corpo centrale, affiancato da due eleganti ali laterali, al grande scalone, dai balconi in marmo alle persiane azzurre, omaggio al colore del lago, fino naturalmente al magnifico giardino all’italiana, diviso in quattro grandi parterres fioriti, e risalente sulla destra verso la montagna tra sentieri di felci e osmanti profumati.

Per la decorazione interna della villa, Gian Galeazzo chiamò Muzio Canzio, raffinato stuccatore della Val d’Intelvi, e Francesco Conegliani, allievo della bottega milanese del Tiepolo, che realizzò un ciclo di affreschi ispirati all’Eneide di Virgilio, tema suggerito probabilmente da Giuseppe Parini.

Accanto alla  collezione di arazzi e di vasi e maioliche, la villa accoglie nella sua parte museale, visitabile accompagnati da un membro della famiglia, importanti arredi e tra questi spicca la camera da letto di Napoleone e di sua moglie, Joséphine de Beauharnais, salvata dal bombardamento che distrusse una parte del Palazzo Serbelloni a Milano durante la seconda guerra mondiale, e quindi trasferita qui.

In seguito alle nozze di Luisa Serbelloni e del marchese Lodovico Busca, l’intera proprietà passò alla famiglia del marchese. L’eleganza e la notorietà della villa non sfuggirono ai contemporanei, tanto che Carlo Amoretti, scienziato e studioso d’arte milanese del XVIII secolo, scrisse: “Tremezzo ha molte ville amene e magnifiche, la Villa Clerici, o Sommariva, quindi le ville dei Brentani, dei Mainoni, dei De Carli, ma le supera tutte la Quiete dei Serbelloni, ora dei Busca”. Nel 1813 l’architetto Francesco Bernardini Ferrari disegnò lo splendido imbarcadero, “ombreggiato dai platani che maestoso per quadruplice scalea mette alla Villa Quiete”, come lo avevano descritto le cronache del tempo.

Infine la villa venne ereditata dai conti Sola Cabiati, uniti ai Busca grazie al matrimonio tra Andrea Sola e Antonietta Busca nel 1871. Quindi nel 2017, la famiglia dei proprietari del Grand Hotel Tremezzo annuncia il  sodalizio con Villa Sola Cabiati e in esclusiva ai suoi ospiti offre questo esempio di arte, cultura e saper vivere italiano.