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Villa Bernasconi “parla”: i giovani studenti dell’Enaip di Como all’ascolto delle #vocidivilla

Osservare, “ascoltare”, interpretare e rielaborare la voce misteriosa di Villa Bernasconi attraverso la fotografia. È questa la finalità del progetto “Voci di Villa”, che unisce Fondazione Enaip Lombardia Sede di Como ed il Comune di Cernobbio in un comune percorso che ha preso il via lo scorso 3 febbraio, e che dal 6 marzo è protagonista della campagna social con l’hashtag #vocidivilla sui profili Facebook, Instagram e Twitter di Villa Bernasconi.

Un progetto che vuole promuovere Villa Bernasconi sui principali social network al fine di aumentarne la visibilità e ampliare, così,  il pubblico di riferimento. Il gruppo di studenti coinvolto frequenta l’indirizzo turistico della sede Enaip di Como ed è costituito da Carlotta Crosta, Gjon Endri, Dario Frigerio, Carolina Granzella, Mattia Guerrini  e Michela Lori, coordinati dalla docente di marketing Daniela Manili Pessina. Il gruppo si è posto all’ascolto della villa armato di macchine fotografiche: attraverso i loro scatti gli studenti svelano dunque i dettagli della storica dimora liberty carpendone i segreti e raccontando così la storia di villa Bernasconi attraverso un affascinante e personale punto di vista.  La chiave di lettura è dunque ascoltare ogni angolo della villa evidenziando come ad ogni persona possa “comunicare” qualcosa di diverso, stimolando curiosità, creatività e capacità di osservazione.

“Voci di Villa” è organizzata nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione di Villa Bernasconi “Liberty Tutti”, curato dal Comune di Cernobbio in collaborazione con la Cooperativa Sociale Mondovisione di Cantù e finanziato da Fondazione Cariplo.

Siete, dunque, pronti per ascoltare Villa Bernasconi e le sue storie?

 

villa bernasconi notte

Le testimonianze di chi ha partecipato

Daniela Manili Pessina, insegnante

“Partecipare al progetto #vocidivilla è stata un’esperienza coinvolgente, culturalmente stimolante ed anche divertente.

Il punto di vista dei ragazzi non è mai scontato e andrebbe tenuto sempre in grande considerazione per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.

Il Liberty è uno stile raffinato e di non facile comprensione. I ragazzi all’interno e all’esterno della villa hanno avuto del tempo per osservarla, per abitarne i tantissimi punti di vista nascosti e mettersi in contatto con lei.

All’inizio vagavano disorientati, dopo poco però ognuno si  concentrato su un dettaglio, un particolare. Chi dal ripostiglio osservava i riflessi degli oggetti dalle splendide vetrate colorate, giocando a muovere le mani  e a valutarne la deformazione. Chi spiava dal buco di una serratura. Chi si appostava dietro un albero a cogliere in una foglia dal foro di un insetto la vista della preziosa torretta. Chi non resisteva a fare un “selfie” in villa, forse a dimostrare a se stesso che si era li veramente, in un posto magico. Di aneddoti da raccontare ne avrei moltissimi. Dal meticoloso conto delle stelle intarsiate nel tappeto del pavimento, al frazionamento di forme e colori di ogni particolare delle vetrate. Tutti aspetti legati all’esperienza della villa, esperienza sensoriale e multisensoriale. Il tutto molto intuitivo e naturale da parte dei ragazzi.

La parte più difficile inizialmente si è rivelata la creazione e descrizione dei testi, la vera voce…di villa. L’immedesimarsi nella villa stessa e nei suoi dettagli. Una volta cominciato questo lavoro in maniera individuale e di gruppo ognuno ha poi percorso una strada personale. Chi più descrittiva, chi più astratta, chi una citazione, chi una poesia. Il valore del lavoro svolto è collegato strettamente alla diversità ed alla personalità di ciascun ragazzo e ragazza, e la connessione di questo aspetto al valore dell’arte. L’arte che comunica non solo al passato ma anche fortemente al presente. Quando entri in contatto, in ascolto, comprendi profondamente il suo significato. C’è l’aspetto storico, lo studio, la conoscenza, l’approfondimento dei temi connessi all’opera che portano alla comprensione della bellezza. C’è però anche una dimensione intuitiva, di sensibilità, di forza espressiva. I colori della villa sono magnetici. I ragazzi colgono questi aspetti nel loro senso più profondo. Inoltre la comunicazione del loro punto di vista ha l’effetto di avvicinare il monumento alla gente e fornire una valida attrattiva per i turisti in una sorta di story-telling del monumento stesso.

Ci si legittima ad entrare in contatto con la sua bellezza e con la comunicazione interattiva che il monumento stesso esprime, dalla sua complessità al semplice mettersi in ascolto. L’arte e la bellezza riscoprono allora il loro valore universale. La comunicazione diviene emozione, esperienza. La comprensione dello stile è importantissima ma non è l’unica via, l’unica possibilità di accesso all’arte. I ragazzi lo hanno dimostrato e conservano (come me) il ricordo di un contatto speciale, privato, personale con la villa.”

 

Dario Frigerio

“Partecipare al progetto #vocidivilla è stata un’esperienza interessante. Sono state stimolanti sia l’attivitá di fotografia della villa sia il far parlare i dettagli. La prima perchè si era alla continua ricerca di particolari e di prospettive e modi diversi di fotografarli. La seconda perchè permetteva di esprimersi fuori dagli schemi, con una grande libertá. In sintesi: cercare di non fermarsi all’apparenza e cogliere quel qualcosa in più.”

 

Carlotta Crosta

“L’aver partecipato al progetto ‘Voci di villa’ ci ha innanzitutto fatto scoprire più da vicino Villa Bernasconi e soprattutto ciò che si cela al suo interno. Si è trattato di un’esperienza positiva in quanto ognuno di noi ha saputo cogliere aspetti e sensazioni diverse, concentrandosi sui numerosi dettagli e giochi di luce che caratterizzano la villa. Le fotografie scattate, sono del resto il risultato ottenuto dai diversi modi di osservare e percepire i tanti e per nulla scontati particolari che Villa Bernasconi racchiude, dalle immagini sulle vetrate, al motivo dei pavimenti, all’ambiente circostante. 
Nonostante la scoperta dei dettagli interni ed esterni è stata graduale e piacevole, abbiamo inizialmente trovato delle ‘difficoltà’ sulle ‘srategie’ da utilizzare per dare voce ed immedesimarsi nei particolari stessi, come già detto, percepiti diversamente da ogni componente della classe.”

 

Endri Gjoni

La villa è speciale e si  trova davvero in un magnifico luogo. Quando ho fatto le foto mi hanno colpito molto il colore delle vetrate sulle scale e la luce che filtrava attraverso di esse. Ho anche subito pensato di fare un “selfie” nella villa per mostrare agli amici in che luogo magico mi trovassi. 

  

Michela Lori

Ho trovato il progetto #Vocidivilla una forma di promozione molto interessante, un metodo innovativo di comunicazione del patrimonio artistico e culturale che riporta al centro dell’attenzione gli stessi beni. Personalmente credo molto in questo progetto e spero che seguendo le orme di Villa Bernasconi molti altri luoghi d’arte riusciranno a “prendere vita”. Quale modo migliore di raccontare la storia dell’arte, se non dando voce a chi l’ha vissuta direttamente?

 

Carolina Granzella

“Partecipare al progetto #vocidivilla è stata un’esperienza interessante e formativa.  La prima fase del progetto era fotografare la villa e i suoi particolari e sentirci parte dell’ambientazione. Essendo appassionata di fotografia mi sono sentita molto coinvolta e mi sono divertita.  La seconda fase era quella di descrivere la villa come se fosse lei stessa a parlare e a raccontarci qualcosa.  Questa è stata la parte più difficile anche perché non conoscendo lo stile Liberty non avevo la base da cui partire. Piano piano ho iniziato a pensare a cosa avrebbe attirato e incuriosito il pubblico a visitare la villa. È stata un’esperienza utile perché ho visto da vicino delle tecniche di promozione e pubblicità. Credo che questo sia un modo interessante  e innovativo per promuovere l’arte e la cultura.”