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Alla ricerca del senso perduto con Jacopo Boschini e Stefano Panzeri. Intervista

Abbiamo pizzicato Jacopo Boschini e Stefano Panzeri durante le prove dello spettacolo e ci hanno spiegato il progetto BE – Alla ricerca del senso perduto

boschini panzeri

Andare alla ricerca del senso perduto è seguire il filo delle storie individuali e collettive, ripercorrere gli avvenimenti passati e recenti, immaginare un futuro. Un impegno non semplice che il progetto della compagnia AttivaMente BE – Alla ricerca del senso perduto affronta con il conforto di uno strumento, ben collaudato in passato, che  prova a scavalcare ponderosi processi: l’infodrama, un percorso che affianca la psicologia e il teatro, in particolare attraverso un autore attuale e universale come William Shakespeare. L’infodrama mira a coinvolgere le persone a due livelli, quello razionale, grazie alla psicologia che fornisce gli strumenti per maturare un elevato livello di consapevolezza dei problemi, e quello emotivo, grazie al teatro che nutre la ragione con il sentimento e fa scattare l’empatia. L’obiettivo è fare della cultura uno strumento di benessere, unendo acquisizione di consapevolezza e spinta al cambiamento.

BE – Alla ricerca del senso perduto si chiude al Teatro Sociale di Como giovedì 23 marzo con  Macbeth. Di furia, rumore e di nulla”, l’infodrama con il quale Jacopo Boschini e Stefano Panzeri portano in scena  il tema del bilancio che ciascuno di noi fa in uno o più momenti della propria vita, una riflessione che accomuna molte persone di diverse età “sono soddisfatto di quel che ho?”, “i sogni che ho inseguito sono davvero i miei oppure mi sono lasciato guidare dai falsi bisogni che la società dei consumi suggerisce all’uomo contemporaneo?”.

La guida per esplorare questo percorso è il Macbeth di Shakespeare, storia di un generale dell’esercito che riesce a raggiungere subito i suoi obiettivi e potrebbe godersi la gloria dei suoi successi militari e ritenersi un uomo felice e realizzato, invece, tradendo se stesso, cede al falso bisogno di un destino ancora più glorioso. La ricerca di falsi bisogni è la rovina della vita di Macbeth che decide di arrivare rapidamente al successo assoluto, senza fermarsi dinnanzi a nulla, compreso l’assassinio; non pensa alle reali conseguenze dei suoi gesti e si infila in una spirale di sangue, violenza e morte.

 

In un alternarsi di momenti shakespeariani e di osservazioni sul contemporaneo, da Bauman a Massini, da Foster Wallace a Recalcati, l’infodrama mette a confronto modelli differenti, da Macbeth e Lady Macbeth a Banquo e Malcom, osservando i meccanismi con cui vengono indotti i falsi bisogni che poi generano conflitti e la forza di chi invece riconosce subito i suoi reali bisogni e non si lascia lusingare da obiettivi che non gli appartengono. “Oggi – spiega il regista Jacopo Boschini –  le lusinghe della società contemporanea (in cui tutto deve essere speciale, immediato, disponibile),  manipolano  i  bisogni  interiori  trasformandoli  in  pulsioni  che  spingono  tanti piccoli grotteschi Macbeth a inseguire la realizzazione di sé senza mai raggiungerla. Per questo vogliamo portare in scena una riflessione sui bisogni di ogni essere umano e su cosa si è disposti a fare pur di realizzarli, affiancando a tutto ciò un’analisi su quali vie di consapevolezza e quali strumenti ognuno di noi può utilizzare per non cadere nell’“errore Macbeth”.