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Cinema e musica live per chiudere Comin’Jazz foto

Dopo un fine settimana arrembante con un’evento dietro l’altro Comin’Jazz si prende una pausa oggi per quanto riguarda i live prima di ributtarsi negli ultimi due giorni di concerti, fino al 15 marzo il festival continua a “pompare” jazz nella città di Como.

Ma anche per questo lunedì non mancano due appuntamenti per gli amanti della musica. Questa mattina dalle 9.30 in avanti Comin’Jazz entra nelle scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado della città con uno speciale curato dalla Scuola di Musica Nota su Nota dall’invitante titolo di LA STORIA DEL JAZZ

comin'jazz

La storia del jazz, che è anche la storia dei neri d’America e delle loro lotte per l’emancipazione, rivive nelle indimenticabili pagine della musica e attraverso i suoi protagonisti, dai mitici anni di New Orleans, Chicago, New York  fino al free jazz, al jazz rock e alla fusion. Un periodo dominato da figure di musicisti e interpreti di talento, Louis Armstrong, Duke Ellington, Ella Fitzgerald, Herbie Hanckock, Charlie Parker, Thelonious Monk e altri protagonisti vecchi e nuovi del jazz. L’esposizione del narratore viene alternata all’ascolto di brani di autori scelti eseguiti dal vivo da musicisti professionisti del settore, per dare modo ai ragazzi di immedesimarsi e lasciarsi coinvolgere da questo genere musicale per molti di loro ancora sconosciuto.

 

Comin'Jazz

E la musica non si ferma in serata, seppur attraverso uno schermo cinematografico, con il film YO-YO MA E I MUSICISTI DELLA VIA DELLA SETA in programma alle 20.30 al Teatro Sociale che ha virato sul tema musicale la rassegna I lunedì del cinema – Il cinema va a teatro.

Il documentario del regista Morgan Neville è un inno al potere universale della musica: un percorso che unisce i popoli oltre i limiti geografici, una strada che collega tutti i Paesi del mondo, come una moderna Via della Seta seguendo il Silk Road Ensemble, collettivo che, negli ultimi 15 anni, si è riunito periodicamente.

Si tratta di un gruppo internazionale di musicisti che prende il nome dalle antiche rotte commerciali tra Asia, Africa ed Europa. Creato dal celebre violoncellista cinese Yo-Yo Ma con lo scopo di mostrare come la musica abbia la capacità di oltrepassare i confini geografici, di unire le diverse culture e di ispirare sentimenti di speranza sia negli artisti stessi sia nel pubblico che li ascolta.

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Diretto dal regista del documentario premio Oscar “20 Feet from Stardom”, “Yo-Yo Ma e i Musicisti della Via della Seta” narra il susseguirsi delle vicende vissute dai membri del collettivo di artisti formato da più di 50 elementi tra strumentisti, cantanti, compositori, arrangiatori. Unendo le riprese delle performance del collettivo a immagini di repertorio e interviste personali ai singoli artisti, Morgan Neville racconta il viaggio percorso dal Silk Road Ensemble, un vivido ritratto di un coraggioso esperimento musicale fatto di passione, talento e sacrificio e dei legami che si sono instaurati grazie ad esso in tutto il mondo.

Morgan Neville regia

Graham Willoughby fotografia

Helen Kearns, Jason Zeldes montaggio

Yo-yo Ma, Kinan Azmeh, Kayhan Kalhor, Cristina Pato, Wu Man musiche e interpreti

Ingresso a pagamento

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Martedì 14 marzo Comin’Jazz si sposta al Nerolidio Music Factory di via Sant’Abbondio a Como. Dalle 21.30 parte il ritmo di PERCUSSION STAFF

Marco Castiglioni batteria, congas, vibrafono, marimba, percussioni

Francesco D’Auria batteria, hang, tamburi ad acqua, tephonaxli, tamorra, zufoli, percussioni

Mauro Gnecchi batteria, flauto armonico, tamburi ad acqua, percussioni

Pietro Stefanoni batteria, percussioni

Fausto Tagliabue tromba, flicorno, marimba, vibrafono, pietre, zufoli, conchiglia, percussioni

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Ensemble di percussioni che sa cantare con i suoni delle pelli, dei legni, dei metalli, con tutto ciò che può essere percosso, toccato, sfiorato, agitato. La magia del mondo delle percussioni, la continua ricerca timbrica dei numerosi strumenti utilizzati, i perfetti sincronismi ritmici, l’affiatamento fra gli artisti e la voglia di divertirsi e divertire fanno sicuramente parte della carta d’identità del gruppo che nasce nel lontano 1984 con la collaborazione di Gunter “Baby” Sommer incontrato in occasione di seminari tenuti presso il Crams di Lecco. Seguono tournee in Germania Est e in tutta Europa. Esibizioni nei luoghi più disparati, esplosive collaborazioni (Konrad e Johannes Bauer, Dietmar Diesner, Gianluigi Trovesi), favoriscono la capacità di forzare i confini tradizionali dei concerti, avvicinando le esibizioni ad una forma di happening di cui l’elemento visivo, i corpi in movimento ne diventano parte imprescindibile.

Ingresso libero

 

Mercoledì 15 riprendono anche gli APERITIVI IN JAZZ NEI LOCALI DI COMO dalle ore 19:  Al Quaranta4, via D’Annunzio 44 LAURA FEDELE TRIO, sempre alle 19 al Vintage Jazz di via Olginati 14 ANTONIO CERVELLINO TRIO, stessa ora per SABRINA OLIVIERI DUO all’ Arte dolce Lyceum in via Cesare Cantù 36 e il DJ SET SWING AL AROUNDIl Gap in via Sirtori 12

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Il gran finale per questa prima edizione di Comin’Jazz è ancora al Nerolidio Music Factory mercoledì 15 dalle 21.30 con MARCO BIANCHI LEMON QUARTETT che presenta il nuovo album “PIXEL”

Marco Bianchi vibrafono

Maurizio Aliffi chitarra

Roberto Piccolo contrabbasso

Filippo Valnegri batteria

Si intitola Pixel l’album del vibrafonista Marco Bianchi, che per la prima volta si presenta al grande pubblico in veste di compositore, arrangiatore e produttore. “Ho cercato di incidere il disco che avrei voluto sentire” afferma Marco Bianchi. Un album che non è facilmente “catalogabile” in quanto è ricco di spunti e riferimenti in una totale esigenza di libertà d’espressione: nei suoni, nei timbri, nei generi, nella struttura compositiva.

Marco Bianchi viene citato da Andrea Dulbecco come un degno rappresentante della nuova generazione di strumentisti e compositori jazz del panorama nazionale. Daniele Di Gregorio, in un’intervista, accosta il progetto discografico di Bianchi a quelli ben più famosi degli anni ‘70/80, ipotizzando quasi un omaggio del tipo “Gary Burton plays Frank Zappa” per l’impiego del vibrafono e per le forti influenze rock, jazz e fusion presenti nell’album.

Ingresso libero