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Sempre più bella, riapre Villa Balbianello: svelate le tante novità del 2017 fotogallery

Oggi presentati risultati del 2016 - record assoluto di visitatori - e prospettive. Sempre più green, forte legame con il territorio. E tra poco la giornata del Fai.

Superata la soglia dei 100.00 visitatori nel 2016, Villa del Balbianello si appresta a riaprire domani, sabato 11 marzo, per una nuova stagione. Per il secondo anno consecutivo, la storica dimora affacciata sul Lago di Como è stata il bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano, più visitato d’Italia. Un apprezzamento da parte del pubblico che si è ripetuto anche nel periodo invernale, grazie al prolungamento del calendario fino all’Epifania, a conferma di una capacità di attrazione che supera le stagioni.

CALENDARIO PIU’ LUNGO. Più che positivo il bilancio dell’apertura invernale, che verrà ripetuta anche quest’anno fino all’Epifania 2018. Nei giorni festivi e nei ponti dall’8 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, sono stati ben 3.400 i visitatori che hanno apprezzato le bellezze della villa immersa in un paesaggio insolito e le installazioni del grande presepe allestito nella Loggia Segrè dall’associazione Amici del presepe – sezione Tremezzina.

NUOVO RECORD DI VISITATORI. Nel 2016, l’affluenza ha fatto registrare un nuovo record, superando ogni più ottimistica previsione. Il bilancio parla di circa 110.600 visitatori, la stragrande maggioranza stranieri, con un incremento di francesi, inglesi, americani e australiani; in aumento anche cinesi, asiatici e arabi. Scenario favoloso per nozze da sogno, nel 2016 Villa del Balbianello è stata scelta come location per 142 matrimoni da coppie arrivate da ogni parte del mondo: Gran Bretagna, Usa, Australia, Svezia, Germania, Svizzera, Italia, Emirati Arabi, Francia, Olanda. Per il 2017 e il 2018, le prospettive sono altrettanto positive. L’anno in corso è vicino al tutto esaurito con 110 date già prenotate. Ad aprire la stagione dei matrimoni, una coppia americana il 20 aprile, poi via via un calendario sempre più fitto fino a ottobre. E qualcuno si è già portato avanti fissando con largo anticipo la cerimonia nuziale per il 2018. Talvolta si tratta di eventi decisamente poco convenzionali, come le coppie travestite da personaggi di Guerre Stellari, a evocare il celebre ‘sì’ di Anakin Skywalker e Padmé Amidala in Star Wars Episodio II – La guerra dei cloni. Ma Villa del Balbianello sembra ispirare momenti di romanticismo molto particolari. Ci sono gli sposi che chiedono di essere accompagnati dal pontile alla Loggia Durini da suonatori di chitarra e mandolino. O i fidanzati che organizzano, in un angolo del parco, un gesto speciale – è capitato di vedere un flash mob – per la loro dichiarazione d’amore.

GUIDO MONZINO: L’ULTIMO ESPLORATORE. Grande apprezzamento per il docu-film Guido Monzino: l’ultimo esploratore che si può vedere durante la visita della villa. Il video di Simone Pera e Alberto Saibene, prodotto dal FAI (durata 25 minuti) rappresenta uno strumento per comprendere chi fosse davvero questo personaggio (1928-1988), che per primo ha portato la bandiera italiana al Polo Nord e in cima all’Everest. Il documentario mescola le testimonianze di chi lo ha conosciuto con le immagini delle spedizioni che lo stesso Monzino ebbe cura di far filmare daipiù grandi operatori dell’epoca. Erede di una famiglia industriale, dedicò buona parte della sua vita alle esplorazioni, a partire dalla traversata delle Grandes Murailles, al Cerro Paine, alla prima assoluta del Kanjut Sar, fino alle più celebri: il Polo Nord (1971) e la conquista dell’Everest nel 1973.

ANCORA PIU’ GREEN. In linea con la sua vocazione di profondo rispetto dell’ambiente naturale in cui è inserita, Villa del Balbianello ha installato quest’anno luci a led e tappetini riscaldanti in alcune stanze, sia nel segno del risparmio energetico sia in prospettiva di periodi di apertura ancora più lunghi.

#ILPASSAPORTO. La dimora di Guido Monzino è entrata nel circuito Passaporto#inLombardia, istituito dalla Regione in occasione dell’Anno del Turismo Lombardo e dedicato alle sue più importanti destinazioni turistiche. La villa è così diventata uno dei beni da collezionare in questo speciale #ilPassaporto, unico e numerato, che permette al visitatore di farsi apporre i timbri delle varie destinazioni regionali visitate.

IL LEGAME CON IL TERRITORIO. Sempre più proficue le sinergie con il territorio. Si sta incrementando la rete di partner FAI in modo da collaborare in maniera più stretta con gli operatori economici della zona. Inoltre, Villa del Balbianello ha intensificato i rapporti con gli istituti superiori e quest’anno è stata inserita nei programmi di alternanza scuola-lavoro a cui partecipano già 12 studenti.

Una serie di iniziative dovute anche alla riorganizzazione dei beni FAI che ha visto la creazione dell’Area Lombardia Prealpina di cui Giuliano Galli è stato scelto come General Manager.

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA. Come ogni anno, i giardini di Villa del Balbianello saranno fra i beni protagonisti delle Giornate FAI di Primavera, sabato 25 e domenica 26 marzo, insieme alla Torre del Soccorso a Ossuccio e ad altre location aperte dalla Delegazione FAI di Como. Sabato 25 la giornata sarà anche arricchita da un ‘evento nell’evento’ con un aperitivo pomeridiano.

SETE DI CULTURA E PECCATI DI GOLA. Come ogni anno, Villa Balbianello ospita una serie di eventi aperti al pubblico dal titolo Sete di di cultura e peccati di gola. Venerdì 11 e 18 agosto, aperitivi con musica dal vivo. Venerdì 6, 13 e 20 ottobre, tre serate con raffinate cene a tema, degustazioni delle eccellenze gastronomiche, visite al giardino e agli interni della villa e musica dal vivo.

DAL CARDINAL DURINI ALL’ESPLORATORE DELL’ARTICO.

Fu il Cardinale Angelo Maria Durini a edificare il complesso di Villa del Balbianello alla fine del XVIII secolo, sui resti di un convento francescano, di cui oggi resta la facciata dell’antica Chiesa. Alla morte del cardinale, la villa passò al nipote Luigi Porro Lambertenghi, attivo patriota antiaustriaco che volle Silvio Pellico come precettore per i propri figli. Balbianello è un luogo molto caro a Pellico, che così lo evocò in una lettera: ‘Benedetto Balbianino! Vi passerei volentieri la mia vita, tanto è romanzesco, poetico, magico questo soggiorno’. Il complesso passò poi al marchese Giuseppe Arconati Visconti e successivamente al generale americano Butler Ames, che lo sottopose a un attento restauro. Nel 1974 gli eredi la vendettero all’imprenditore Guido Monzino, appassionato esploratore e alpinista. Esponente di una delle più solide famiglie della borghesia milanese, egli si dedicò a una nuova opera di ristrutturazione, che interessò non solo gli edifici ma anche lo splendido giardino, cui venne conferito l’aspetto attuale, e riarredò completamente le stanze. Fu lo stesso Monzino a decidere di lasciare la villa, insieme con gran parte del Dosso di Lavedo, in eredità al FAI, che la gestisce dal 1988.