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Migliora l’aria in Lombardia, l’Arpa:” diesel e apparecchi a legna grandi sfide”

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“Al di là di fluttuazioni dovute alla diversa meteorologia tra un anno e l’altro, i dati confermano un trend in continuo miglioramento sulla qualità dell’aria. Negli ultimi due mesi ci sono stati picchi simili in tutti i capoluoghi in determinati giorni, a ulteriore dimostrazione che il Bacino padano sconta caratteristiche orografiche e metereologiche sfavorevoli. Sì dunque ad azioni strutturali, su tutto il Bacino, e non solo emergenziali. Bene la cabina di regia di Regione Lombardia e il metodo del confronto. Attenzione però che non è solo il traffico veicolare a incidere pesantemente sulla situazione della nostra aria: il riscaldamento a biomasse legnose in stufe e caminetti rappresenta un altro grande fattore di inquinamento”. A parlare è Bruno Simini, presidente di Arpa Lombardia, a margine dell’incontro sul protocollo sulla qualità dell’aria che si è tenuto a Palazzo Lombardia dove ha presentato gli ultimi dati sull’inquinamento atmosferico.

“Nell’ottica dei provvedimenti non strutturali, il protocollo, cui hanno aderito 111 Comuni (circa 3,8 milioni di abitanti), ha svolto perfettamente la sua funzione, creando chiarezza e coordinamento delle misure scelte. In ultimo la sensibilità rispetto al tema – spiega ancora il presidente di Arpa – è cresciuta: oggi se ne parla molto di più grazie proprio all’attivazione dei provvedimenti previsti a favore della qualità dell’aria”.

“E’ chiaro che i motori diesel come le vecchie stufe a legna siano oggi i fattori maggiormente impattanti sulla qualità dell’aria. Sono due grandi sfide su cui non bastano però iniziative virtuose come quelle messe in campo dalla Lombardia a partire dalle certificazioni dei migliori apparecchi. Oggi – annota Simini – siamo al paradosso che un cittadino può comprarsi una stufa tecnologicamente arretrata e impattante per emissioni. Che cosa fare? Magari valutare a livello ministeriale l’obbligo di vendita di impianti performanti ossia da 3 stelle in su. Un’ulteriore spinta per un cambio di passo culturale e ambientale potrebbe essere l’inversione dei prezzi di carburante tra benzina e diesel anche se basterebbe allinearli per avere nel tempo una vendita maggiore di veicoli a benzina o ibridi, meno inquinanti”.

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