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Sant’Abbondio e il Politeama tra “I luoghi del cuore” del FAI. Ma i voti comaschi sono pochissimi

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Svelati a fine febbraio 20 Luoghi del Cuore più amati dagli italiani. Con oltre un milione e mezzo di voti si è chiuso il censimento promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per individuale i beni che i cittadini vorrebbero veder tornare all’antico splendore.  Si tratta di luoghi significativi per una comunità, preziosi per le storie che hanno da raccontare, le emozioni da regalare. Ma che la memoria da sola, però, non può salvare.

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È il Castello di Sammezzano a Reggello (Firenze) a essersi aggiudicato il primo posto in classifica, con 50.141 voti, al secondo posto, con 47.319 voti, si è collocato il Complesso di Santa Croce a Bosco Marengo, (Alessandria) e terzo posto, con 36.789 voti, le Grotte del Caglieron a Fregona (Treviso).

In questo referendum annuale che misura l’affetto per il proprio territorio, noi comaschi abbiamo brillato per assenteismo. Pochi i voti per beni del comasco pochissimi per quelli della città.

Sul fondo della classifica italiana dei Luoghi del Cuore c’è la chiesa di Sant’Abbondio con 37 voti (sigh!), Villa Olmo con 36 e la chiesetta di Quarcino a Sagnino con 29. Dietro con una manciata di voti il Politeama, il Duomo il lungolago e il Tempio Voltiano. Il Novocomum, tra i capolavori del razionalismo, supera appena i 10 voti, l’asilo del Sant’Elia e la Casa del Fascio sono al di sotto.

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Uscendo dalla città troviamo punteggi più sostanziosi per luoghi comaschi. La più votata in provincia è la chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Barni, (foto sopra), con 2.122  divenendo così il 139esimo luogo del cuore in Italia. Altre due chiese al seconda e terzo posto, San Gregorio a Caslino d’Erba (1.836 voti), e San Nazzaro e Celso a Scaria  in Val d’Intelvi (1.704 voti). Poi si scende rapidamente ai 145 voti dell’Abbazia di San Giovanni a Vertemate e Villa del Balbianello, una delle immagini nazionali del FAI, che raccoglie solo 111 voti.

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Il segnale è sconsolante; forse i comaschi non sono interessati alla valorizzazione dei propri luoghi simbolo? Oppure non conoscono il censimento del Fondo Ambiente Italiano, (strano visto che è molto pubblicizzato su tutti i media). C’è da sottolineare che in città  non esiste un comitato attivo come succede, ad esempio, in Val d’Intelvi.

Comunque sia è un peccato, quelli che sono stati eletti “Luoghi del cuore” in passato hanno beneficiato di grande popolarità e ritorni turistici. Sarebbe opportuno che gli operatori del settore prestassero più attenzione a “I Luoghi del Cuore” del FAI che è uno dei più efficaci strumenti di promozione territoriale.

La partecipazione al censimento, anche quest’anno, è stata altissima e sono stati oltre 33mila i luoghi oggetto di segnalazione da parte delle singole persone, che hanno partecipato, spontaneamente o tramite i comitati FAI attivi sul territorio, all’iniziativa. I primi 10 classificati sono già lo specchio del nostro Paese, che vanta un patrimonio tanto ricco quanto diversificato e troppo spesso in pericolo.

Tra le new entry più interessanti del territorio lariano c’è Casa Pecori a Caslino, (foto sotto), un antico edificio che sorge in centro paese risalente al Settecento, di cui ne parla addirittura Pietro Verri nel 1762. Nel complesso esistono elementi di pregio artistico, storico, pittorico e ambientale, in particolare la Cappella affrescata con l’altare in macchia vecchia intarsiata. I caslinesi venerano l’affresco del Santo Crocifisso dipinto su un muro esterno della Casa Pecori che ritengono miracoloso. Il FAI cercò di acquisirne la proprietà qualche anno fa, ma è tutt’ora, in stato di abbandono.

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Marzo è un mese di riapertura per il FAI Fondo Ambiente Italiano. Non solo ritornano le visite guidate e gli eventi nei beni del FAI, ma, con 1000 aperture straordinarie in tutta Italia tornano le Giornate FAI di Primavera. Il 25 e 26 marzo per il venticinquesimo anno il weekend dedicato all’arte, alla storia e alla bellezza del nostro Paese è un invito rivolto a tutti gli Italiani a riscoprire i tesori nascosti nel nostro territorio e a riconnettersi con l’Italia più bella.

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