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Nel segno di Caio: il brasiliano prende per mano la Libertas, successo al tie-break foto

Strepitosa prova dell'opposto brianzolo sul terreno del Club Italia: 33 punti. Battaglia di due ore e mezza, rammarico per non avere portato a casa la posta piena. Il coach:"Ci complichiamo la vita su cose semplici".

CLUB ITALIA CARI ROMA 2

POOL LIBERTAS CANTU’  3

(parziali   25-27, 25-23, 16-25, 25-21)

CLUB ITALIA CARI ROMA: Tofoli 1, Baldazzi 20, Gardini 15, Margutti 12, Caneschi 5, Russo 11, Piccinelli (L), Maccabruni 3. Ne: Beltrami, Baciocco, Rondoni (L), Imbesi, Garofolo. All: Totire

POOL LIBERTAS CANTŁ: Gerosa 1, Richards 16, Monguzzi 10, Caio 33, Cominetti 2, Alborghetti 4, Butti (L), Riva 6. Ne Boffi, Mazza, Cordano, Laneri, Olivati. All. Della Rosa, vice Redaelli

Arbitri: Eliana Cappelletti e Maurizio Nicolazzo

Elimina lo zero nella casella delle vittorie in questa Pool Salvezza il Pool Libertas Cantù dopo una vera battaglia durata oltre due ore contro i giovanissimi del Club Italia Crai Roma (volley maschile A2). Due punti per muovere la classifica e un’iniezione di fiducia per la squadra di coach Della Rosa, anche se la strada verso il bel gioco espresso in alcune fasi di questo campionato sembra ancora tanta da compiere.

Tre set giocati più o meno alla pari dalle due formazioni, il primo, il secondo e il quarto, due vinti nettamente dai brianzoli, che lasciano quindi la Capitale con il rammarico di non aver ottenuto la posta piena in gioco. Esaltante la prestazione dell’opposto brasiliano Caio, autore di 33 punti. I primi due parziali vivono in fotocopia su alcuni episodi. Cantł parte bene nel primo set, ma rischia di gettare tutto alle ortiche nel finale, quando chiude solo ai vantaggi. Nella seconda frazione escono gli azzurrini di Totire e sono solo a chiudere con il minimo scarto 25-23

In campo ci sono nomi che hanno fatto la storia della pallavolo, sono i “figli di” Margutti, Tofoli e Gardini. A fare male ai brianzoli č soprattutto il muro del Club Italia. Saranno 16 quelli vincenti dei romani contro gli 8 di Cantù. Nella terza frazione il Pool Libertas parte bene grazie al servizio di Riva. Sempre avanti Cantł, con Caio che colpisce dalla seconda linea, 4-8, poi 5-11 con il time out chiesto da Totire. Gli equilibri non mutano, la ricezione del Club Italia balbetta sulla battuta di Monguzzi fino al 13-21, chiude Caio 16-25.

Il giocattolo che ha permesso la vittoria di Cantł nel terzo si inceppa ancora nel quarto. Ricezione e difesa faticano, il Club Italia scava tre punti di vantaggio. La squadra di coach Della Rosa č costretta sempre ad inseguire e alla fine paga con la sconfitta parziale. Entra Cominetti su Riva, ma gli equilibri non cambiano, ci si deve giocare il secondo punto in gioco al tie-break.

Gardini manda out per l’1-3 di Cantù, Torire prova a invertire i valori con il time out in un Palazzetto dello Sport di viale Tiziano desolatamente vuoto. Caio e Richards sono in palla in attacco e si va al di campo sul 4-8. Ancora l’australiano a segno, poi Riva per il 6-10. Totire ferma ancora il gioco sul 6-11, ma le sorti del match sembrano ormai scritte. Muro di Alborghetti per il 6-14, poi Baldazzi manda out. Cantù rientra a casa con due punti, ma anche Roma muove la sua classifica.

Diviso tra soddisfazione e rammarico il canturino Massimo Della Rosa al termine del match: “Caio ci ha preso sulle spalle con i suoi 33 punti, anche Richards ha fatto bene in attacco, di questa sera salviamo queste due cose – commenta – per il resto ho visto una squadra tesa, con grosse difficoltą a fare anche cose semplici. Ci siamo andati a complicare la vita su situazioni che a questo punto del campionato dovremmo avere digerito. Abbiamo fretta di chiudere qualche pallone, non forziamo il servizio, subiamo il gioco degli avversari anche se sono decisamente meno esperti di noi. Su alcune situazioni  – conclude il coach – paghiamo anche carenze tecniche, ma credo che sia l’ansia il principale problema di questo gruppo. Teniamoci questi primi due punti, ma dobbiamo imparare a giocare un po’ pił tranquilli, a scaricare le tensioni sui palloni e non sulle fasi di gioco”.