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Domenica da camera con il Quartetto Echos

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Appuntamento con la musica da camera nel pomeriggio di domenica al Teatro Comunale San Teodoro di Cantù. Alle 17 del 19 febbraio il quartetto d’archi ‘Echos’ presenta un repertorio comprendente musiche di Brahmsm Ravel e altri.

‘Echos’  nasce nel 2013 all’interno del conservatorio G.Verdi di Torino dalla passione per la musica da camera che da sempre accomuna Andrea Maffolini, Ida Di Vita, Giulia Bombonati e Martino Maina. Tra le esperienze più significative del proprio percorso, il quartetto può vantare la collaborazione con il M°Bruno Giuranna. Negli ultimi due anni inoltre i membri del Quartetto Echos hanno potuto collaborare con il Trio Debussy presso il Teatro Vittoria per l’Unione Musicale di Torino, esperienze che hanno contribuito ad una sempre più approfondita formazione cameristica.
Nell’ottobre 2016 si esibisce nel concerto inaugurale della stagione concertistica della Filarmonica Laudamo di Messina, collaborando con il Quartetto di Cremona nella esecuzione dell’ ottetto di Mendelssohn.
Nel marzo 2017 il Quartetto Echos suonerà presso il Teatro Vittoria per l’Unione Musicale nell’ambito del progetto Atelier Parigi, curato dal Trio Debussy.

QUARTETTO ECHOS

domenica 19 febbraio, ore 17

con

Andrea Maffolini e Ida Di Vita, violini

Giulia Bombonati, viola Martino Maina, violoncello

 

Musiche di:

Johannes Brahms (1833-1897)

Quartetto op.51 n.2 in la minore

Anton Webern (1883-1945)

Langsamer Satz

Maurice Ravel (1875-1937)

Quartetto in fa


 

I quartetti Op. 51 di J. Brahms vennero pubblicati nel 1873 a Tutzing e furono dedicati all’amico Theodor Billroth. Essi furono la sublimazione di anni di lavoro, di riflessioni e ripensamenti. Prima di quest’opera, Brahms scrisse molte altre bozze di quartetti ma scelse di distruggerle e di non pubblicarle a causa del suo senso fortemente critico nei confronti della propria musica, dettato non solo da grandi ambizioni ma sopratutto dai modelli ai quali Brahms di accostava, primo fra tutti Beethoven. Proprio l’esempio, quasi ombra, dei Quartetti Razumovsky di Beethoven fu il motivo per il quale Brahms rinviò a più riprese gli iviti da parte di Joachim, di Clara Schumann e dell’editore Simrock a cimentarsi in quello che era considerato il genere “colto” per eccellenza. L’Op.51 di aritcola in due quartetti, entrambi scritti in tonalità minori ma con diverse accezioni; il secondo quartetto del dittico è in la minore ed ha una connotazione più appassionata e poetica rispetto al primo in do minore, dove tale tonalità invece conferisce un carattere più drammatico e tragico.
Langsamer Satz é un movimento per quartetto d’archi che Anton Webern compose nel giugno del 1905, come scrisse nel proprio diario, a seguito di una gita in compagnia della donna che qualche anno più tardi sarebbe diventata sua moglie. Questo lavoro non è altro che una dicriarazione d’amore scritta in un lingiaggio ancora saldamente ancorato alla tonalità. La sua stesura risale al periodo in cui Webern fu alla scuola di Schoenberg, al quale è debitore di molti spunti derivanti dalla sua prima fase compositiva.
Il quartetto in fa di Maurice Ravel fu steso a Parigi tra il 1902 e il 1903 e fu dedicato al Gabriel Faure, che fu maestro di Ravel. La prima esecuzione si tenne nel marzo del 1904 a cura del Quartetto Heyman presso la Societè Nationale. E’ un’opera caratterizzata da grande freschezza d’invenzione e da estrema acceratezza ed eleganza nell’elaborazione. La forma complessiva si rifà al modello frankiano della sonata ciclica ed è modellata sull’analogo lavoro di Claude Debussy pubblicato pochi anni prima, nel 1893.

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