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Chi ha ucciso Margherita Vitale? “La donna che morì due volte era incinta”. Mercoledì l’episodio 2 foto

Che fosse successo qualcosa di grave e brutto, quel mercoledì sera di gennaio,  l’avevamo capito subito noi  che ci trovavamo nei pressi del Teatro Sociale di Como, per caso o perché ci stavamo andando per assistere alla prima del nuovo spettacolo.

Davanti all’ingresso “artisti” era malamente parcheggiata una volante della polizia e, poco più in là, un’ambulanza con i lampeggianti accesi, il portellone aperto e l’autista pronto a mettere in moto, non appena la barella fosse stata caricata.

lo strano caso della donna che morì due volte

Quella sera in scena c’era “Lo strano caso della donna che morì due volte”, primo episodio di un innovativo serial teatrale su soggetto di Giovanni Cocco e Amneris Magella con la drammaturgia e regia di Pino Di Bello. Uno spettacolo di genere poliziesco dalla trama intricata che ruota intorno ad un omicidio. Forse.

Appassionata di gialli e curiosa per natura Claudia Taibez ci ha raccontato quella strana serata di gennaio in cui quello che è successo potrebbe anche non essere finzione teatrale.

Ci fecero entrare tutti insieme, attraverso corridoi abitualmente non accessibili al pubblico, fino a raggiungere il sottopalco: venuti a teatro come spettatori, ci siamo trovati all’improvviso nel bel mezzo di una vera indagine di polizia. Un po’ CSI …  un po’ Montalbano …

lo strano caso della donna che morì due volte

Erano già tutti al lavoro: i tecnici della scientifica nelle loro tute bianche, simili ad astronauti, per non contaminare la scena e il maresciallo Occhipinti che appariva  impaziente di saperne di più. Quando arrivò il PM Sartori comparve anche il medico legale. Le sirene dell’ambulanza, all’esterno,  smisero di suonare: si trattava di un omicidio, dunque.

La vittima: Margherita Vitale, 35 anni appena compiuti, sposata, senza figli, orfana di padre. Soprano. Il corpo era stato trovato, poco prima, dalle signore delle pulizie: lasciato sul palco, con la testa e il busto riversi nella botola di collegamento  al  sottopalco come se l’assassino volesse occultarlo in questo luogo poco accessibile, ma fosse stato improvvisamente interrotto nell’azione. Nessun segno di violenza visibile, anche se la vittima era senza mutandine, nessuna traccia di autodifesa: abbandonato lì accanto un copione con alcune tracce organiche.

lo strano caso della donna che morì due volte

Ogni prova viene raccolta, imbustata e portata in centrale. Gli inquirenti conoscono bene il “principio di scambio di Locard”: la teoria in base alla quale si ritiene che si verifichi  sempre uno scambio di prove fisiche tra il perpetratore di un crimine e la scena del crimine o la sua vittima, per quanto minuscole o difficili da trovare queste prove possano essere. E c’è anche un po’ di Lincoln Ryhme in questa storia ….

Non viene però ritrovata la sua borsetta, né il cellulare o altri effetti personali.

La morte sembrava risalire al giorno precedente, in cui tra l’altro il teatro era chiuso. Ancora incerte le cause: avvelenamento forse?

Viene fatto rimuovere il corpo, ma è come se l’anima di Margherita sia rimasta sulla scena.

lo strano caso della donna che morì due volte

La prima persona ad essere ascoltata è la madre, visibilmente e compresibilmente scossa e disperata. Con la figlia si era appena vista per festeggiarne il compleanno: loro due sole, essendo il marito all’estero. In quella circostanza  Margherita era parsa particolarmente ansiosa per l’imminente debutto, ma non ne avevano potuto parlare molto perché era stata quasi sempre al telefono, impegnata in agitate conversazioni. Le malelingue dicevano che fosse una cocainomane, ma le compresse che portava sempre con sé non erano che  tranquillanti. Non ha altro da ricordare la signora Vitale, se non il desiderio inesaudito di Margherita di avere un figlio.

lo strano caso della donna che morì due volte

“Lo strano caso della donna che morì due volte” è uno spettacolo che propone un format nuovo per il teatro in Italia. Presentato da Barbara Minghetti, presidente del Teatro Sociale che ha prodotto la commedia gialla a puntate , come nelle migliori serie TV,  con l’intento di tenere incollato il pubblico alla…poltrona! O più precisamente ai luoghi affascinanti del teatro dove gli spettatori si muovono interagendo con lo svolgimento della trama trasformandosi in detective. Vedendo quanto la nostra Claudia si sia calata nel caso, vien da dire: “operazione riuscita”.

E chi si è perso il primo episodio? Continui a leggere il racconto di Claudia Taibez e si lasci coinvolgere nell’indagine per scoprire “chi ha ucciso Margherita Vitale”

Gli inquirenti agiscono come da manuale. Bisogna interrogare tutto il personale: nessuno può lasciare il teatro. Si comincia dalla responsabile di palco, la quale non rileva nulla fuori posto, ad eccezione di uno di quei sacchetti riempiti di sabbia e abitualmente usati come pesi per le scenografie, che ora si trova inspiegabilmente in mezzo al palco.

lo strano caso della donna che morì due volte

Non sembrano esserci particolari sviluppi per il caso, finché non viene sorpreso il macchinista Stefano Rizzi mentra sta cercando di scappare dalla finestra. La scusa della mamma ammalata non regge: si scopre che ha dei precedenti e nel suo zaino viene rinvenuta la borsetta della vittima, ma non il cellulare. Il giovane era innamorato di Margherita, la quale però sembrava avere una relazione con il direttore, a sua volta sposato con la più importante finanziatrice del teatro. Ma forse Margherita aveva anche una relazione con il tenore

Ritrovare il suo cellulare sembrerebbe essere l’unica possibilità per dare una svolta alle indagini, ma a questo punto saranno già stati richiesti e ottenuti i tabulati telefonici.

Il PM Sartori ha promesso alla madre della vittima che l’assassino sarà trovato e assicurato alla giustizia; ma il maresciallo incaricato del caso si sta impegnando al massimo nella sua soluzione? Non ci è sfuggito che potrebbe essere distratto da questioni sentimentali: abbiamo visto l ‘alerco verbale con un’agente proprio  sulla scena del crimine.

Crolla il mito del teatro come luogo in cui si crea bellezza.

Si conclude il primo episodio con la chiamata del medico legale e la scoperta  che Margherita Vitale era incinta. Mercoledì nel nuovo episodio altri colpi di scena attendono gli spettatori/investigatori nelle due rappresentazioni delle ore 20.30 e 22 con gli attori Marco Continanza, Stefano Andreoli, Simone Severgnini, Davide Marranchelli, Arianna Pollini, Cristina Bossi, Nicola Bizzarri, Manuela Clerici, Marco Minardi, Martina Legovic e gli allievi dei corsi avanzati della Scuola di Teatro del Teatro Sociale.

 

‘LO STRANO CASO DELLA DONNA CHE MORÌ DUE VOLTE’
Il teatro ‘a puntate’ del Teatro Sociale di Como

Seconda puntata: mercoledì 15 febbraio, ore 20.30/22.00

PRIMA NAZIONALE

di Giovanni Cocco e Amneris Magella
Drammaturgia e regia Giuseppe Di Bello
Produzione Teatro Sociale di Como – AsLiCo

Info www.teatrosocialecomo.it

Tel 031 270170
Biglietti da 15,00€+ prevendita

Prossime puntate: mercoledì, 22 marzo e mercoledì, 19 aprile