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Conti deposito: Il prelievo forzoso è una possibilità nel 2017?

Ci sono milioni di italiani che hanno deciso di tenere i loro risparmi in comodi conto deposito, una forma di investimento sicura che garantisce l’integrità dei propri risparmi, tuttavia sembra che sia in arrivo un’importante batosta sui possessori di questi conti. Infatti il Governo sta pensando di adottare una sorta di prelievo forzoso sui conti deposito, ma ecco in dettaglio cosa può accadere su questa forma di risparmio cosi importante per gli italiani.

 

In particolare lo stato ha già adottato il provvedimento del bail-in, ossia il prelievo forzoso su tutti i conti deposito, se la banca dove si è sottoscritto il conto si trova in una situazione di rischio fallimento. Un provvedimento molto discusso, che ha scatenato un fiume di polemiche. Questo prelievo forzoso vede esonerati solo i conti che non superano la soglia di 10 mila euro, però la logica del provvedimento risulta totalmente errata: molti istituti bancari infatti si trovano in una situazione di crisi finanziaria per scelte totalmente sbagliate, commesse dai loro stessi manager, e non è giusto che siano correntisti e risparmiatori a doversi assumere le responsabilità di una colpa che non hanno affatto.

 

Inoltre il prelievo forzoso tramite bail-in è un chiaro segnale di come lo Stato non voglia più assumersi responsabilità, in questo modo però si lascia ancora più solo il povero cittadino, che è solo una vittima di questa situazione. In passato c’è stato già un episodio (ancora più clamoroso) di prelievo forzoso sui conti deposito e in generali su tutte le forme di risparmio: ad applicarlo fù il Governo Amato, che decise un prelievo forzoso del sei percento, tuttavia i risultati di questo provvedimento furono fallimentari e non fecero altro che aggravare la già pesante crisi economica che in quel tempo aveva il nostro paese, quindi si tratta di una politica economica che ha già dimostrata di non produrre risultati.

 

Oltre allo stato, anche le banche hanno deciso di attuare dei veri e propri prelievi forzosi, grazie all’aumento dei costi di gestione che vengono attuati sui conti deposito. Infatti molte banche hanno aumentato, e anche di parecchio, i costi di gestione legati al mantenimento dei conti, inoltre ci sono banche che hanno inaugurato vere e proprie nuove tasse sui conti deposito, come ad esempio Banca Popolare, che per restituire oltre 150 milioni di euro ottenuti in prestito dallo Stato è stata costretta ad attuare una tassa di 25 euro su tutti i conti deposito, e conti correnti, che sono stati aperti presso di lei, in questo modo si è riusciti ad evitare il fallimento e a risolvere una delicata situazione finanziaria, ma alla fine ha sempre paga il povero cittadino, che non riesce ad ottenere neanche la difesa dello stato.