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Le radici greche della medicina occidentale, oggi il libro di Pennestrì alla Ubik

I primi guaritori occidentali erano veggenti e interpreti del sacro. La medicina come la intendiamo oggi nasce più di duemila anni fa da uno studio sull’epilessia, la malattia che “colpisce dall’alto” chi non offre sufficienti tributi agli dei.
Ci vorrà del tempo perché l’antica medicina fatta di templi e visioni, serpenti e sacerdoti lasci il posto a una medicina tecnica fatta di esperienza e vocazione, scienza e ragione. Ci vorrà ancor più tempo perché l’ars medicina dalla Grecia si radichi e diffonda in tutto il continente europeo, giungendo a conquistare le coste del Mediterraneo e le lontane terre d’Oriente.
Dalla cura per il “mal della pietra” all’occhio clinico, dagli antidoti contro ai veleni alla moda delle terme. Questo quanto ha deciso di ripercorrere Federico Pennestrì, autore comasco nel suo ultimo libro in un lungo viaggio esplorandone i luoghi e le civiltà, i personaggi e le storie, riportando alla luce aneddoti e simboli di un legame indissolubile che unisce il nostro passato alla cultura contemporanea.
Pennestrì sarà oggi ospite alla Ubik di Como, alle 18, per presentare il suo ultimo libro “Figli di Asclepio – le radici greche della medicina occidentale”. L’autore dialogherà con il filosofo Emanuele Gandola.