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Erba ricorda monsignor Pirovano a 20 anni dalla scomparsa:”Uomo di Dio” foto

Giornata interamente dedicata alla ricorrenza. Primo un suggestivo concerto, poi la messa ed il ricordo di chi lo ha conosciuto:"Sempre positivo, ha vissuto intensamente la missione"

«Padre Aristide è stato uomo di Dio per la Chiesa e per il mondo»: così monsignor Angelo Pirovano, Responsabile della Comunità pastorale Sant’Eufemia di Erba, ha definito monsignor Aristide Pirovano nell’omelia della celebrazione presieduta oggi nella chiesa prepositurale di Santa Maria Nascente in suffragio del Vescovo missionario erbese, nel 20° anniversario della sua scomparsa (3 febbraio 1997).

Ripercorrendo brevemente alcune tappe della biografia del missionario, don Angelo ha osservato: «È la vita stessa di padre Aristide, nella sua totale dedizione al bene di tutti, a parlare di lui… La fedeltà alla sua missione è la nota distintiva della sua esistenza». Nel desiderio di «rinnovare la memoria e conservare la testimonianza», ha sottolineato: «Padre Aristide è stato uomo di Dio per la Chiesa – che ha servito ovunque è stato chiamato con fede autentica, solida, senza fronzoli – e per il mondo, dedicandosi con passione, forza e senso civico a tutti, a partire dai più poveri e dai meno fortunati». Citando poi alcuni passi del testamento spirituale di padre Aristide, don Angelo si è chiesto: «Che cosa rimane a noi? Il ricordo del bene fatto, la possibilità di pregare per lui e di ringraziare per il dono della sua persona e della sua vita». Ma, ha aggiunto, «padre Aristide non è una figura del passato. L’amore e la stima per lui non vengano mai meno. La nostra comunità, come una grande famiglia, non lasci cadere la sua testimonianza, perché il suo messaggio rimane attuale e sostiene la nostra vita di oggi».

Nella celebrazione in suffragio è culminato l’evento promosso dall’Associazione Amici di Monsignor Aristide Pirovano d’intesa con la Comunità pastorale Sant’Eufemia e col patrocinio del Comune di Erba, che nella prima parte ha visto il folto pubblico presente in chiesa apprezzare il concerto di cui sono stati protagonisti  I Cantori di Erba, Il Coro di San Maurizio, La Parola Cantata di Eupilio e Longone al Segrino, Il Coro Popolare di Albese con Cassano e La Corale San Clemente di Alserio (solisti Maria Rosaria Cannatà – soprano, Enrica Brenna – contralto e Vincenzo Petrucci – baritono; organista Camillo Bonfanti), diretti da Francesco Andreoni, e il Gruppo orchestrale dell’Accademia Europea di Musica di Erba, diretto da Stefan Coles e preparato da Antonello Molteni, con i violini solisti Pietro Caresana e Sara Fazio affiancati da una trentina di musicisti. Un imponente complesso vocale e strumentale che, malgrado tempi di preparazione relativamente ristretti, ha eseguito con grande cura brani di Vivaldi, Verdi, Bach, Mendelssohn, Haendel, Botor e Frisina, riscuotendo gli applausi convinti dei presenti.

Nell’intervallo del concerto ha preso la parola fratel Gedovar Nazzari, economo generale dei Poveri Servi della Divina Provvidenza dell’Opera Don Calabria, giunto espressamente da Verona con fratel Giuseppe Brunelli e i sacerdoti don Ivo e don Sander, che hanno concelebrato la Messa. Già stretto collaboratore di monsignor Pirovano e poi suo successore alla direzione della missione di Marituba, fratel Gedovar ha portato una testimonianza personale, ricordando «l’uomo profondamente spirituale, sempre legato a Dio e sempre dedito ai poveri», caratteristiche che esternava nella preghiera e nel lavoro che occupavano gran parte della sua giornata. «Era sempre di buon umore e ci invitava a non prendere la vita troppo sul serio – ha aggiunto -, un atteggiamento che nasceva dalla sua fiducia in Dio… Anche negli ultimi giorni di vita, quando il suo destino era ormai segnato, ripeteva che aveva sempre fatto la volontà di Dio e la stava facendo anche in quella circostanza».

Il pomeriggio si era aperto con i saluti, oltre che del Prevosto, del Sindaco di Erba Marcella Tili («padre Aristide ha amato molto Erba e ne è stato riamato, perché incarnava perfettamente il dna dei brianzoli, concreti, determinati e aperti alla solidarietà, caratteristiche ben presenti anche negli Amici che portano avanti le sue opere») e della Presidente degli Amici Enrica Sangiorgio («fa piacere e al tempo stesso commuove questa memoria che si rinnova ogni anno e che ogni anno richiama tanta gente»).