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Grande musica e le parole di Pamela Villoresi per “Beethoven si diverte” foto

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Chi l’ha detto che la musica classica è una barba? “Beethoven si diverte” è la dimostrazione di quanto può essere divertente anche un “vecchio con l’aria da pazzo” come ci raffigurano Ludwig van Beethoven.

chiasso beethoven si diverte

Lo spettacolo di domenica 5 febbraio al Cine Teatro di Chiasso è dedicato alla musica e alla personalità del compositore tedesco considerato uno dei più grandi di tutti i tempi, e annoverato tra i geni della storia della musica. Beethoven ha lasciato una produzione musicale fondamentale, straordinaria per forza espressiva e per la capacita di evocare emozioni, tanto da rappresentare un modello per tutti i compositori che lo seguiranno.

“Beethoven si diverte” unisce musica a testi recitati in una alternanza piacevole. Le pagine musicali proposte spaziano dal celebre Trio in re maggiore per archi e pianoforte op. 70
n. 1 “Gli spettri”, a una selezione di lieder su temi popolari per una o due voci e trio: pagine di grande freschezza e ingiustamente poco eseguite in concerto.

Interpreti d’eccezione il soprano Martina Jankova (protagonista nei ruoli principali nei maggiori teatri europei, dalla Scala di Milano al Festival di Salisburgo), il tenore Marcello Nardis (tra i piu
acclamati interpreti del repertorio liederistico in Europa) e il Trio des Alpes, noto per la sua attività internazionale.

La musica è integrate da un testo teatrale della scrittrice Rita Charbonnier, nota in particolare per i suoi romanzi di ambientazione storica e per le sue sceneggiature televisive. La
voce recitante sara quella di Pamela Villoresi, già attiva al Piccolo Teatro di Milano sotto la regia di Giorgio Strehler e notissima al pubblico della televisione italiana per i ruoli interpretati in parecchi
sceneggiati di successo, tra cui “Marco Visconti” (dove debutto a 17 anni).  Attrice di cinema e regista, vincitrice di premi prestigiosi tra cui due Grolle d’Oro e altrettanti Premi Ubu, si e specializzata nell’interpretazione della poesia ed ha in repertorio oltre venti diversi recital.

 

Cine Teatro di Chiasso

Domenica 5 febbraio  ore 17.00

Beethoven si diverte

Pamela Villoresi attrice
Martina Jankova soprano
Marcello Nardis tenore
Trio des Alpes
Hana Kotkova violino
Claude Hauri violoncello
Corrado Greco pianoforte
Testi di Rita Charbonnier
Programma
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Trio per archi e pianoforte in Re maggiore, n. 1 op. 70,
“Gli spettri”
Allegro vivace e con brio
Largo assai
Presto
Estratti dalle raccolte di Lieder per una o più voci,
violino, violoncello e pianoforte:
Schottische Lieder op. 108
Irische Lieder WoO 152, 153 e 154
Lieder Verschiedener Völker WoO 157 e 158a
Walisische WoO 155
Schottische Lieder WoO 156
Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con Musica nel Mendrisiotto. Evento collaterale alla mostra allestita al m.a.x.museo
J. J. Wickelmann (1717-1768). I “Monumenti antichi inediti”. Storia di un’opera illustrata

BIGLIETTI:
Primi posti: Chf/Euro 40.– / *35
Secondi posti: Chf/Euro 35.–/ *30
Studenti: Chf/Euro 10.-
Diritto di prenotazione telefonica Chf/Euro 2.– (a biglietto).

PREVENDITA:
La cassa del Cinema Teatro è aperta al pubblico per informazioni, prenotazioni, acquisto biglietti e abbonamenti da martedì a sabato dalle ore 17.00 alle 19.30.
Questo servizio è anche disponibile telefonicamente negli stessi orari: 0041 91 6950916 o cassa.teatro@chiasso.ch.

I biglietti sono acquistabili anche sul sito www.teatri.ch.

Cinema Teatro di Chiasso, Via D. Alighieri 3b,
tel. +41/ 91/ 695 09 14 / 17 e-mail: cultura@chiasso.ch – www.centroculturalechiasso.ch

 

Guida al programma musicale

Ludwig van Beethoven compose i due Trii dell’op. 70 nel 1808, in un periodo di grande fertilità creativa che lo porto ai vertici della Quinta e Sesta sinfonia. Assieme al notissimo Trio dell’”Arciduca” (ricordato recentemente in un bel romanzo dello scrittore italiano Hans Tuzzi) rappresentano una delle vette della produzione cameristica beethoveniana per la genialità dell’inventiva e per il forte afflato romantico che li pervade.
Il Trio n. 1 e associato agli “spettri” perché il tema del secondo movimento e lo stesso che l’autore appunto per un coro di streghe da inserire in un ipotetico “Macbeth” su testo di Heinrich Joseph
von Collin, lo stesso che gli diede il libretto per la musiche di scena di “Coriolano” e anche per il particolare “colore” demoniaco del Largo nella tonalità di re minore.
L’Allegro vivace iniziale presenta la netta contrapposizione di due temi, uno più robusto e vcaigoroso, l’altro più cantabile, in un insieme che restituisce il perfetto equilibrio tra i tre strumenti. Nel Largo la suggestione arriva immediata grazie all’ingresso dei due archi all’ottava con note lunghe, cui risponde il pianoforte con accordi ribattuti “sotto voce”. La funzione del pianoforte, in questo Largo, Musie quella di creare una sorta di fascia sonora attraverso una serie infinita di variazioni del tremolo su tutta l’ampiezza della tastiera≫, come ha scritto Fabrizio Scipioni.
Il Presto finale, di grande brillantezza ed energia, si caratterizza per l’intenso dialogo tra gli strumenti che sembrano rincorrersi in un vortice di scale e arpeggi, fino alla coda conclusiva con gli accordi pizzicati degli archi.

 

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