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Cinema Italiano a Como: Bellocchio all’Astra per presentare “Fai bei sogni” dal bestseller di Gramellini foto

Nel segno di un bestseller come il libro di Massimo Gramellini “Fai bei sogni” si chiude questa sera il 12esimo Festival del Cinema Italiano a Como iniziato, proprio, con “Il fiume ha sempre ragione”, film dedicato ai libri. Un fil rouge che unisce anche i due registi più noti ospiti a Como: Silvio Soldini ha inaugurato il festival e Marco Bellocchio lo chiuderà oggi dopo la proiezione del film (ore 21), tratto dal libro di Gramellini. Il film che sicuramente riempirà la sala dell’Astra come in tutti questi giorni di festival, non è tra quelli in concorso.

“Fai bei sogni” è la storia di un uomo che, nonostante il successo ottenuto, non ha mai superato la perdita della madre durante l’infanzia. La storia vera del giornalista Massimo Gramellini, vicedirettore del quotidiano La Stampa, qui interpretato da tre attori: Nicolò Cabras da bambino, Dario Delpero da adolescente e Valerio Mastandrea da adulto, che, raccontandola, ha saputo tenere un registro lieve pur nella drammaticità dell’ assenza di una donna la cui improvvisa scomparsa stravolge la sua esistenza alla disperata ricerca di una verità inconsciamente evitata.

Massimo ha 9 anni quando l’adorata mamma, piena d’amore nei suoi confronti e autentico raggio di luce nella sua vita, muore. Un lutto mai del tutto elaborato, che porterà con se’ sofferenze e paure, ansie e insicurezze, per oltre 30 anni, in cui l’incapacità d’amare, e conseguentemente di vivere, la faranno da padrone.

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Nel dolore e nei ricordi del personaggio il regista Marco Bellocchio fa risuonare tutto il dolore ipotetico di una madre o di un padre che hanno abbandonato per sempre i loro figli: magari non solo con la morte, ma anche con un atteggiamento freddo e autoritario, anaffettivo, come nel caso del padre di Massimo. E in qualche modo, “Fai bei sogni” è un film per genitori, più che per figli. Su una madre, oltre che su un orfano. Un film dove due rabbie e due mancanze si scontrano.

Sarà lo stesso Bellocchio (foto sotto) a raccontare la sua trasposizione da libro a film nel dopo proiezione

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Alle ore 18 il festival curato da Paolo Lipari presenta l’ultimo dei 14 film in concorso: “La leggenda di Bob Wind” un film che si ispira alla vita di Roberto Cimetta, un personaggio tanto eccentrico quanto geniale e purtroppo dimenticato in Italia.

Attraverso la finzione, il regista Dario Baldi, cerca di ricostruire le vicende di questo artista fuori dagli schemi che ha lottato e in qualche modo cercato di cambiare il modo di fare teatro nel nostro paese. Anna è una giornalista di fama internazionale che decide di mettersi sulle tracce di Roberto Cimetta per mettere insieme il puzzle della sua vita e conoscere anche qualcosa in più su se stessa e su sul suo passato.

Il film di Dario Baldi è una sorta di biopic intimo che va alla ricerca della persona e del personaggio di Roberto Cimetta, scomparso a soli 39 anni, e ne ripercorre sia la vita, sia l’esperienza artistica. In poche parole è un film che ha l’ambizione di raccontare il genio usando contemporaneamente la chiarezza del racconto biografico e l’estro dato dal poter disporre di tanta materia creativa

Bravissimi i due attori, Corrado Fortuna, al quale è affidato il difficile compito di fare da trait d’union, tra Cimetta, il suo teatro, la sua vita di uomo e padre e un pubblico che ben poco sa della sua figura, e Lavinia Longhi la giornalista che scoprirà molto di se durante il reportage.

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Lavinia Longhi è anche l’ospite che oggi incontrerà il pubblico al Cinema Astra nel salottino post proiezione.

Questa sera sarà anche reso noto il vincitore di questa 12esima edizione di IL CINEMA ITALIANO FESTIVAL A COMO e il film sarà proiettato domani, domenica 5 febbraio, alle ore 16